6.7.2008 

Ciao a tutti, non sono morta, ma veramente tanto indaffarata. In questi mesi è successo di tutto e di più, sono stata letteralmente travolta dagli eventi e non c'è stato più il tempo materiale di scrivere sul sito. Ma il lavoro è solo temporaneamente sospeso: con il sito stranau ricominceremo a settembre, con qualche novità, e non solo grafica. 

Nel frattempo, però, è nato un nuovo sito, dedicato esclusivamente alle tematiche di biopolitica: www.salutefemminile.it  

E' il sito di SAFE, sigla che sta per SAlute FEmminile, appunto, e che in inglese significa anche "sicuro": com'è anche scritto nel "chi siamo", (che potrete leggere se entrate nel sito) è "un'organizzazione senza fini di lucro, il cui scopo è stimolare la consapevolezza e la capacità critica delle donne nei confronti di farmaci e pratiche mediche che riguardano la procreazione, attraverso un'informazione chiara, libera, e il più possibile completa.". 

In questo nuovo sito vogliamo raccontare e commentare quanto avviene in questo secolo della tecnoscienza, in riferimento soprattutto alla salute femminile, ma non solo. C'è una parte destinata alle notizie, e poi una raccolta di opinioni, commenti ed articoli, tratti da quotidiani o comunque da altre testate, o scritti dalla nostra redazione. E' anche possibile leggere l'agenda di SAFE, cioè appunti per ricordare i fatti più importanti che riguardano la biopolitica, soprattutto in Italia, ma non solo. 

Anche per SAFE è possibile iscriversi alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti. 

Arrivederci a settembre per stranau. A presto, invece, con SAFE! 

Buona giornata 

Assuntina Morresi

 

 

22.4.2008

Ciao a tutti,

brevissima, ma intensa, la mail di oggi.

I principali interventi del Papa in questo storico viaggio negli Usa appena concluso possiamo trovarli qua

Qui una raccolta in video delle immagini più significative.

In molti hanno scritto chiedendo perchè, nel commento alle elezioni, non avevo parlato della battaglia di Giuliano Ferrara e dei risultati della sua "lista pazza". L'ho fatto in un pezzo sul Sussidiario, il quotidiano on line della Fondazione Sussidiarietà.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

15.4.2008

Ciao a tutti,

scriviamo da Marte, si diceva, o forse sarebbe meglio dire dalle terre della Lega Centro, cioè dall’Umbria, che insieme a Toscana, Emilia Romagna e Marche sembra impermeabile a qualsiasi evento storico. Terre che - insieme a regioni particolarmente significative come Molise e Basilicata – manco si fanno sfiorare dal cosiddetto vento della storia. Mettessero in lista i gatti, voterebbero pure quelli, purché vicino al simbolo giusto.

In tutto il resto della penisola, invece,  a vent’anni dal crollo del muro di Berlino, a chi si era scansato per non farselo cadere addosso si è aperto il pavimento sotto i piedi, e non c’è stato più niente da fare.

Non vedremo più Pecoraro Scanio, che è riuscito a distruggere i Verdi – siamo l’unico paese occidentale senza un partito ecologista – e manco Boselli, che aveva cominciato la campagna elettorale a Porta Pia, e adesso che ci torni, e ci metta su casa, a Porta Pia, che tanto non se ne accorge nessuno.

Sparisce pure – era ora - Fabio Mussi, il peggior ministro  nella storia del Regno – cioè da quando in Italia votavano per censo –:  mai visto di peggio all’Università: ha bloccato i concorsi, ha ritardato paurosamente i fondi di ricerca dopo aver sbagliato i bandi, ha messo su un’agenzia di valutazione che non c’è, e potremmo continuare per un bel pezzo: aveva troppo da fare con il nuovo partito – il fantasma rosso, lo potremmo chiamare adesso – e non aveva tempo di fare il ministro.

Ma ce lo ricorderemo sempre come quello che ha sdoganato la ricerca sugli embrioni in Europa. Per quello gli è bastato poco tempo, doveva solo togliere una firma -  teniamolo bene a mente, a futura memoria, tante volte gli venisse l’idea di farsi ancora vedere.

Potremmo continuare per un bel pezzo, con i cari estinti, ma non è elegante infierire sui cadaveri, e quindi passiamo ad altro.

I risultati li sappiamo, i commenti li abbiamo fatti già tutti: aspettando la squadra del nuovo governo – sulla quale non faremo sconti, se non ci piacerà – consiglio a tutti il commento puntuale di Giorgio Vittadini – il voto del popolo contro l’establishment:

con un’ultima considerazione. Sono contenta che l’Udc ce l’abbia fatta e che sia sopravvissuta allo tsunami.

Vi segnalo poi alcuni commenti, sempre sulle elezioni, di Eugenia Roccella, Paola Binetti, Mimmo delle Foglie, per capire meglio cosa ci aspetta. Dal sito "più voce".

E' iniziata la visita del Papa negli Usa. Ce ne dà notizia Bernardo Cervellera, segnalandoci anche il sito appositamente creato per seguire lo storico viaggio:

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

8.4.2008

Ciao a tutti, 

la protesta per la repressione in Tibet senz'altro è il fatto più significativo di quest'ultimo periodo. Si inizia a parlare di boicottaggio, ha cominciato Sarkozy lasciando intendere che potrebbe disertare la cerimonia di apertura dei giochi. Crescono le pressioni internazionali. E' partita la torcia "della pace", blindatissima, cioè la fiamma olimpica che dovrebbe toccare venti nazioni. Pechino era in assetto di guerra.

Ha cominciato il capitano della squadra di calcio dell'India rifiutando di portare la torcia, in solidarietà ai tibetani.

e dopo le manifestazioni di Londra e Parigi si sta discutendo se fermare il viaggio della torcia. Sono già iniziate le proteste a San Francisco.

Staremo a vedere. Se non usiamo di quest'occasione delle olimpiadi per protestare contro la dittatura cinese, quando lo faremo più?

Intanto in Italia domenica e lunedì prossimo si vota. Cominciamo col dire che noi rivogliamo le preferenze, o comunque vogliamo poter scegliere in qualche modo le persone: basta con questi nominati dalle segreterie di partito! Tanto varrebbe mettere la faccia del leader di partito e basta: voto Berlusconi, o Casini, o Veltroni, etc., e poi chi vince si sceglie chi vuole. Almeno non ci prendiamo in giro con le liste. 

Questa sarà ricordata come la campagna della lista Ferrara contro l'aborto. Sulle contestazioni a Ferrara abbiamo letto di tutto e di più: in ogni città in cui va a tenere comizi è sempre un lancio di uova, quando va bene, se non anche di altra roba, come a Bologna. Da questa radicalizzazione dello scontro non può venire niente di buono, e di questo clima di intolleranza, anni settanta, non sentivamo la mancanza. 

Tra l'altro non si capisce perchè Ferrara viene contestato: a lui non interessa essere eletto, vuole solo riportare il tema dell'aborto al centro dell'attenzione, e ci è riuscito. D'altra parte, fin dall'inizio ha detto che lui la legge 194 non la vuole toccare, ha detto che è "sacrosanta", che "il mondo è migliore da quando c'è questa legge" perchè ha sconfitto gli aborti clandestini, che lui "parte dalla libertà di scelta, dall'argine che la libertà di scelta della donna ha costituito contro l'aborto clandestino", e così quindi la pensano tutti quelli che sono in lista con lui. Nessuno si è dissociato, e d'altra parte è ovvio: la battaglia è la sua, la lista è la sua, il giornale con cui porta avanti la battaglia è suo. Quindi chi è nella lista, se non si dissocia pubblicamente, non può che riconoscersi nelle tesi di Ferrara.

Quindi, visto che tutti si dicono 

1. contrari all'aborto in sè e contemporaneamente 

2. contrari a toccare la 194

3. favorevoli a sostenere con ogni mezzo le donne che non vogliono abortire, ma anche rispettosi della volontà delle donne, quando scelgono di abortire (mi pare che nessuno abbia proposto di legarle da qualche parte)

non si capisce perchè se la prendono con Ferrara. Qual è il problema?

C'è gente che ha posizioni diverse da Ferrara, più radicali di quelle che porta avanti con la sua lista: lo stesso Carlo Casini, per esempio, chiede di modificare la legge, così come Alfredo Mantovano, e alcuni gruppi pro-life minoritari. Infatti Carlo Casini e Alfredo Mantovano non lo votano, lo hanno dichiarato pubblicamente e d'altra parte stanno in altri partiti, dove faranno le loro battaglie.

Per parte mia, ho già segnalato quel che penso sulla faccenda, la scorsa mail. 

Riguardo le elezioni, il disastro di essersi presentati così spaccati, intendo Berlusconi e Casini (Pierferdinando), è sotto gli occhi di tutti. Rischiamo di perdere. O per lo meno di rifare come il governo Prodi: maggioranza alla Camera e pari al Senato, con la differenza che stavolta i senatori a vita non stanno con noi. Roba da matti. Veramente: come riuscire a farsi del male, a tutti i costi. 

Per regolarsi su chi votare, rimando al volantino della Cdo: una politica al servizio della persona e del bene comune.

In teoria nessuno, a parte Ferrara,  ha parlato dei temi "eticamente sensibili", ma sono questi che spaccano tutto, alla fin fine, e che fanno la differenza. 

E allora vi segnalo l'intervento di Eugenia Roccella, sulle nuove sfide, quelle della tecnoscienza. Da leggere, assolutamente.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

24.3.2008

Ciao a tutti,

della Pasqua appena trascorsa mi rimarranno impresse le immagini di due fatti. Il primo è la via Crucis a New York, dal Ponte di Brooklyn a Ground Zero, che potete vedere - e sentirne un canto - cliccando qua, e di cui potete leggere qua

Il secondo è senz'altro il battesimo di Magdi Allam, anzi, Magdi Cristiano Allam, la notte di Pasqua, impartito da Benedetto XVI. Nel suo sito la versione integrale della lettera, pubblicata parzialmente dal Corriere della Sera, in cui il nostro amico Magdi Allam racconta della sua conversione, lettera titolata "Buona Pasqua a tutti: ricevere il Battesimo dal Papa nel giorno della Risurrezione è il dono più grande della vita!".

Quella della libertà è stata da sempre la battaglia di Magdi Allam, e sappiamo che cartina al tornasole della libertà di un popolo è sempre  la  libertà religiosa. E la parte del "canarino nella miniera" - quello che per primo muore quando ci sono i gas velenosi - la fanno i cristiani, sempre. Leggiamo un commento alla situazione dei cristiani in Iraq da parte di Mario Mauro, Vice Presidente del Parlamento Europeo che sempre si è battuto, anche in Parlamento, su questo tema.

Libertà di coscienza chiedono i parlamentari inglesi, in particolare tre ministri cattolici che non vogliono votare a favore della nuove legge che regola la fecondazione in vitro e la ricerca sugli embrioni in Gran Bretagna, perchè nel nuovo testo si prevede di creare embrioni ibridi uomo/animale, ma anche figli senza padre, e poi "designer babies", cioè bambini da cui estrarre cellule e tessuti da utilizzare per curare parenti malati. In Gran Bretagna c'è un regolamento molto rigido, per cui se un ministro vota contro il governo, poi si deve dimettere. Ne ho scritto qualche giorno fa su Avvenire.

E sempre su Avvenire, un commento al no della Lombardia alle linee guida sulla 194 proposte dal ministro uscente della Sanità Livia Turco alla Conferenza Stato-Regioni.

Infine, una mia riflessione sulle due battaglie referendarie, quella del 1981 sulla legge 194, che regolamenta l'aborto, e quella del 2005 sulla 40, che invece si occupa di fecondazione assistita e ricerca sugli embrioni. Lo stesso testo è pubblicato sull'ultimo dei quaderni della Fondazione Sussidiarietà, che si intitola "Questioni di Biopolitica". Per capire, visto che se ne parla in campagna elettorale, a volte con tanta confusione.

SEGNALAZIONE: martedì 1 aprile, ore 16.30

Pontificia Università Lateranense, P.zza San Giovanni in Laterano, Roma

presentazione di "Capuozzo, accontenta questo ragazzo - La vita di Giovanni Palatucci", di Angelo Picariello

Introduce: Mons. Rino Fisichella

Intervengono: Antonio Manganelli, Giulio Andreotti

Modera: Elio Guerriero

Chi non sapesse chi è Palatucci -il poliziotto che salvò migliaia di ebrei - può guardare il sito dell'associazione

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

18.3.2008

Ciao a tutti,

mentre stiamo scrivendo continua il massacro in Tibet da parte del governo cinese che, è bene ricordarlo, è una dittatura comunista, lo è da decenni e continua ad esserlo, nonostante l'economia, le olimpiadi, i grattacieli, etc. etc. 

Bernardo Cervellera racconta del gesto disperato di un popolo oppresso e martoriato. Nel suo sito le foto a dimostrazione della violenza del regime cinese, a scanso di equivoci.

Per seguire le notizie dal Tibet, potete guardare qua, e anche qua.

Domani a Roma, Piazza Campo dei Fiori, il quotidiano Il Riformista e Radio Radicale organizzano una manifestazione di solidarietà: "Siamo tutti tibetani". Niente di originale, nel titolo, ma insomma il senso è quello.

Un pensiero va anche a Mons. Rahoo, l'arcivescovo caldeo di Mosul, rapito e ucciso in Iraq.

Di fronte a certi fatti, pare quasi sconveniente parlare delle elezioni italiane. Però ci sono, e bisogna tenerne conto, anche perchè ad aprile, comunque, andremo a votare. Vi propongo il volantino di CL, come giudizio sulla faccenda.

Notizie, fatti ed approfondimenti sulle elezioni - ma non solo -  si possono seguire anche su un nuovo quotidiano on-line, il sussidiario, della Fondazione per la Sussidiarietà.

A proposito di quotidiani, due bellissimi pezzi su L'Osservatore Romano di ieri. Il primo ci spiega cos'è stato il samizdat, cioè l'editoria clandestina in Unione Sovietica, e l'opera instancabile di una donna semplice e strepitosa, grazie alla quale, per esempio, il famoso Solov'ev è arrivato in Occidente. Ve ne raccomando la lettura.

Il secondo pezzo è la recensione di un film che dovrebbe uscire ad aprile in Italia: è del nostro amatissimo Andrzej Wajda (ve lo ricordate l'uomo di ferro? e quello di marmo?), e racconta la storia di Katyn, il massacro della classe dirigente polacca ad opera dell'Armata Rossa. Per cinquant'anni la propaganda sovietica raccontò che erano stati i tedeschi. Poi, finalmente, la verità. Una delle vittime fu proprio il padre del regista.

Anche questo, da leggere tutto.

E' in corso un'offerta per abbonarsi all'Osservatore Romano: scrivendo al direttore Gian Maria Vian, ornet@ossrom.va , ci si può abbonare al quotidiano del Papa con uno sconto di cinquanta euro, ricevendo anche dei Cd in omaggio. 

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

4.3.2008

Ciao a tutti,

mamma mia come passa il tempo. E in un mese ne sono successe di cose! Innanzitutto la questione della moratoria sull'aborto, diventata una lista per le elezioni. Lista per la moratoria con Giuliano Ferrara. Aborto? No, grazie.

Se ne è parlato tanto, in questo mese. Chi entusiasta, chi dubbioso, chi a favore e chi contrario. Sicuramente la questione sarebbe stata molto diversa se la lista Ferrara avesse ottenuto l'apparentamento con quella del PdL: a quel punto sicuramente ci sarebbero stati degli eletti - innanzitutto Ferrara stesso - e la campagna elettorale sarebbe stata totalmente diversa da come è adesso, sarebbe ruotata inevitabilmente e principalmente attorno al tema dell'aborto.

L'apparentamento non c'è stato, e Ferrara, dopo qualche ripensamento, ha deciso di andare avanti comunque, almeno fino ad oggi.

Stasera è stato ad otto e mezzo, ospite della sua stessa trasmissione: da quando è in lista non la presenta più, e in compenso sta su tutte le altre. 

Che dire? Avrei innanzitutto preferito che a destra i partiti si fossero presentati tutti insieme: vincere sarebbe stata veramente una passeggiata, soprattutto dopo che i radicali sono entrati nelle liste del Pd: ma come gli è venuto in mente a Veltroni?  Invece così divisi è veramente scocciante. 

Credo anche che certi temi debbano appartenere a tutti i partiti, ed ho perplessità su una lista di scopo come quella sull'aborto. E' evidente però che questa lista va giudicata non dal punto di vista politico, ma innanzitutto come una testimonianza. Quella  di Giuliano Ferrara è innanzitutto una testimonianza, quella di un uomo che su questa faccenda ci ha messo la sua faccia, i suoi soldi, il suo tempo e il suo giornale. Ci ha scommesso, e da questo punto di vista, come stima alla persona, non possiamo che essere con lui. 

A bocce ferme, e candidature chiuse, entreremo anche noi nella mischia della campagna elettorale. Per ora diciamo solo che con il PdL si candida Eugenia Roccella, ovvero Miss Family Day, ovvero la mia amica. 

Venerdì scorso il Comitato Nazionale di Bioetica ha approvato un documento sui grandi prematuri, sempre in sintonia con quanto già detto dalla Carta di Roma: i prematuri sono persone normali, e quindi vanno trattate come tali, compreso il soccorso quando sono in pericolo di vita.

Ne ho parlato in un pezzo sull'Osservatore Romano.

E oggi anche il Consiglio Superiore di Sanità si è espresso in questo senso. Leggiamo un commento di Carlo Bellieni.

Si sta discutendo di Ru486. La pillola abortiva è sotto esame all'Aifa, l'ente di farmacovigilanza italiano. Nel frattempo Eugenia Roccella ed io abbiamo ricordato sul Foglio le storie delle morti, e anche di chi, quando lo è venuto a sapere, non ne ha mai dato notizia pubblicamente.

Infine ecco qua un'intervista a Verhagen, il pediatra che pratica l'eutanasia sui neonati in Olanda.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

5.2.2008

AGGIORNAMENTI:  oggi su "Il Foglio" un mio pezzo, titolato: "Sono contro l'aborto, ho combattuto la 194. Adesso riparliamone senza ideologia".

 

4.2.2008

Ciao a tutti,

è ufficiale, si va alle elezioni. Cercheremo di seguire quel che succederà; ultimamente avevamo un po' mollato con la politica, che ci aveva stufato. Adesso, volenti o nolenti, ce ne dovremo occupare.

Gran putiferio per un documento - chiamato ormai Carta di Roma - sottoscritto da ginecologi e neonatologi di quattro università romane, i quali hanno sottoscritto....un'ovvietà. Va a loro merito, naturalmente, in un mondo in cui oramai neanche il sole che sorge è più un'evidenza.

Gli esperti hanno scritto, in sintesi, che un neonato va trattato come una persona normale. E quindi ha diritto al soccorso dei medici se ne ha bisogno. Se poi il soccorso non è efficace, ed è evidente che il neonato morirà, lo si accompagnerà alla morte con le "cure compassionevoli".

La questione è quella dei "grandi prematuri": quando nasce un bambino estremamente prematuro, al momento della nascita, va aiutato a respirare, perchè da solo non ci riesce - questa è la conseguenza del documento. Quando poi il quadro clinico sarà chiaro - perchè appena nato un bambino che ha superato solo la metà della gravidanza, ex. 22 settimane, anzichè 40, difficilmente scoppierà di salute - si deciderà se è lecito continuare una terapia intensiva, oppure se è meglio accompagnarlo con "cure compassionevoli" ad una morte inevitabile. 

Una persona appena nata è un cittadino italiano, indipendentemente dal peso (e ci mancherebbe pure), e indipendentemente dal fatto che sia nato naturalmente, o sopravvissuto ad un aborto tardivo. Non prestargli le cure necessarie al momento della nascita è omissione di soccorso. Chiedere il consenso ai genitori è ridicolo: sarebbe come se in caso di incidente stradale un medico si trovasse davanti a gente gravemente ferita, che al momento non sa dire se sopravviverà o no, e tantomeno se rimarrà disabile oppure no. Secondo voi il medico dovrebbe cercare di soccorrere subito, per salvare indipendentemente da tutto, oppure dovrebbe prima chiamare i parenti per sapere se sono d'accordo?

trovate abbondante documentazione sul blog di Carlo Bellieni.

Altre due segnalazioni, su temi per noi importanti.

La prima è un sito che mette in rete i cattolici: Più voce

Gli ultimi inserimenti fanno il punto sulla proposta di moratoria sull'aborto e sulla discussione che ne è seguita. Leggiamo Nicoletta Tiliacos, de Il Foglio, che ci spiega come la ragionevolezza possa abbattere tanti muri, e permettere la costituzione di nuove alleanze.

Eugenia Roccella continua, spiegando che il nemico è l'aborto, e mai la donna.

Conferma Paola Bonzi, l'anima del Centro di Aiuto alla Vita della Mangiagalli di Milano, che racconta la sua esperienza.

Francesca Zabotti, Vice Presidente Settore Adulti dell'Azione Cattolica, ribatte sulla questione educativa.

Domenico Delle Foglie riassume il tutto e rilancia.

La seconda segnalazione riguarda un nuovo quotidiano: Liberal. In edicola, come tutti, si può leggere online. 

Il sabato c'è l'inserto "Il creato", su biopolitica e ambiente. 

Buona giornata

Assuntina Morresi

28.1.2008

Ciao a tutti,

strepitosa intervista stasera a Otto e mezzo. Ospite di Giuliano Ferrara, il Card. Camillo Ruini, che ha parlato a lungo sulla questione aborto, chiarendo molto tutta la faccenda della moratoria promossa da Ferrara, sulla quale ultimamente si è letto di tutto e di più.

In attesa di avere on line il link all'intervista, qua c'è una sintesi.

Che cosa ha detto Ruini?

1. Che la legge sull'aborto è "intrinsecamente cattiva". Certamente. Ogni legge che regolamenti l'aborto, anche la più restrittiva, non può che essere di per sé, intrinsecamente cattiva, ingiusta, perchè autorizza la soppressione di un essere umano vivente. Così come ogni omicidio, anche se per legittima difesa, è sempre un omicidio. 

Su questo c'è differenza con Giuliano Ferrara, che nell'intervista che ha rilasciato al settimanale "Grazia" ha definito la 194 una legge "sacrosanta", e che in uno speciale del TG1 condotto da Riotta ha ribadito per due volte che il mondo è migliore da quando c'è la 194.  Ma d'altra parte fin dall'inizio Ferrara lo ha sempre detto e ripetuto, in tutte le lingue e in tutte le salse, che non aveva nessuna intenzione neanche di parlare della 194, e che la sua iniziativa era tutt'altro (poi ne parliamo). 

Chi ha aderito alla moratoria di Ferrara pensando di attaccare la legge 194, quindi, ha aderito alla moratoria sbagliata. 

2. Ruini ha spiegato che "Il punto su cui insistiamo è l'attuazione della legge 194 almeno nella parte che riguarda la difesa della vita, che si faccia di tutto per aiutare le donne ad accogliere il proprio figlio". Questo la Chiesa lo sta chiedendo da anni, e su questo  c'è accordo con Giuliano Ferrara, ma non solo, anche con tanta altra gente che giudica positivamente la legge. Questo è un grande punto di lavoro. 

3. Che lui, il Card. Ruini, personalmente, non usa la parola "omicidio" quando si parla di aborto, perchè ha connotazione di ostilità. Parla di soppressione di essere umano vivente. "E per essere chiari e non confondere la realtà non si deve nemmeno parlare di interruzione volontaria di gravidanza. Il linguaggio non deve occultare la realtà. La Chiesa non ha un atteggiamento persecutorio e ostile, ma caritatevole. L'aborto è un dramma per la donna, per il marito, per tutta la famiglia ed è questo il modo corretto di porsi di fronte a ciò". Un gioco di parole? No, un loro uso consapevole e cristiano, che dovrebbe far riflettere. Ruini ha ripetuto mille volte la parola "accoglienza", ha parlato di "famiglie", dicendo che tutti sono coinvolti, in un aborto (nella ferita come nella colpa). Ruini descrive limpidamente l'atto - la soppressione di un essere umano vivente - ma non colpevolizza le donne. 

Ferrara usa toni più accesi, dice che l'aborto è un omicidio ma che le donne non sono assassine, si è definito - sempre nell'intervista a Grazia - contemporaneamente pro-choice e pro life (io sono "pro-life", contrario all'aborto. E sono anche "pro choice": spetta alla donna scegliere. Ma quando bisogna decidere, ritorno "pro life" - ha detto). Anche qui, chi ha aderito alla moratoria pensando che le donne che abortiscono dovrebbero essere sanzionate, dovrebbe fare qualche comunicato per spiegare che si è sbagliato.

Il Card. Ruini usa un linguaggio e un tono cristiani - ovviamente - ed è limpido nel giudizio: giudica l'atto, esclude la condanna.

Ferrara usa parole ed espressioni più forti, ma poi, come molti, giudica positivamente la legge. 

Io sono d'accordo con Ruini: non credo che la 194 sia sacrosanta, e non penso che potrà mai esistere una legge "giusta" sull'aborto. Potranno esistere leggi migliori e peggiori, se paragonate fra loro, a seconda di quanto siano orientate a minimizzare il numero degli aborti. In questo senso si parla di leggi più o meno buone, sull'aborto: non certo come valore in sé, ma nel loro paragone. Basta non essere in malafede, per capirlo. 

3. La moratoria di Giuliano Ferrara. La moratoria proposta da Giuliano Ferrara, partita come battaglia della ragione, è diventata una proposta  rivolta all'Onu, e guarda soprattutto a quei paesi dove l'aborto è un mezzo di controllo delle nascite, spesso reso obbligatorio da una legge dello stato. Ferrara chiede un cambiamento nella formulazione della dichiarazione dei diritti dell'uomo, inserendo il diritto alla vita fin dal concepimento. Come si fa a non essere d'accordo? Qua ci siamo tutti.

In breve: ieri, domenica, è stata la giornata della Memoria, anniversario dell'apertura dei cancelli di Auschwitz. Vi segnalo due pezzi de L'Osservatore Romano, in cui si racconta di come tanti ebrei sono stati salvati.

Con una sentenza del Tar del Lazio pare sia stata annullata quella parte delle linee guida della legge 40 relativa al divieto della diagnosi preimpianto sugli embrioni. Divieto inserito, secondo noi, anche nella norma di legge. Umberto Veronesi ha scritto un pezzo entusiasta su Repubblica, parlando di "nuovi valori". Ho commentato il tutto su Avvenire

 

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

Comunione e Liberazione: Sapienza, un’altra vergogna per l’Italia

I Papi hanno potuto parlare ovunque nel mondo (Cuba, Nicaragua, Turchia, etc.). L’unico posto dove il Papa non può parlare è La Sapienza, un’università fondata, tra l’altro, proprio da un pontefice.

Questo mette in evidenza due fatti gravissimi:

1) l’incapacità del governo italiano a garantire la possibilità di espressione sul territorio italiano di un Capo di Stato estero, nonché Vescovo di Roma e guida spirituale di un miliardo di persone. Piccoli gruppi trovano, di fatto, protezioni anche autorevoli nell’impedire ciò che la stragrande maggioranza della gente attende e desidera;

2) la fatiscenza culturale dell’università italiana, per cui un ateneo come La Sapienza rischia di trasformarsi in una “discarica” ideologica.

Come cittadini e come cattolici siamo indignati per quanto avvenuto e siamo addolorati per Benedetto XVI, a cui ci sentiamo ancora più legati, riconoscendo in lui il difensore – in forza della sua fede – della ragione e della libertà.

Milano, 15 gennaio 2008.

SCARICA IL VOLANTINO IN Pdf

Aggiornamenti: domani, tutti a San Pietro. Intanto, vi proponiamo un appello di docenti universitari sui fatti della Sapienza. "L'università non può arrendersi. Il bavaglio degli studenti, la voce dei docenti". Si può leggere ed aderire sul sito de "L'Occidentale".

 

17.1.2008

Ciao a tutti,

domenica prossima TUTTI A SAN PIETRO all'Angelus del Papa!

ieri l'avevamo scritto (modestamente) e oggi,  autorevolmente, l'ha proposto a tutti il Card. Ruini con il seguente comunicato:

Il Vicariato di Roma ha seguito passo dopo passo, in stretta collaborazione con i competenti organi della Santa Sede, le tristi vicende che hanno costretto il Santo Padre a rinunciare alla visita all’Università “ La Sapienza”, alla quale era stato da molto tempo invitato.

 In questa circostanza, che colpisce tanto dolorosamente tutta la nostra città, la Chiesa di Roma esprime la sua filiale e totale vicinanza al proprio Vescovo, il Papa, e dà voce a quell’amore, a quella fiducia, a quell’ammirazione e gratitudine per Benedetto XVI che è nel cuore del popolo di Roma.

        Per consentire a tutti di manifestare questi sentimenti, invito i fedeli, ma anche tutti i romani, ad essere presenti in Piazza San Pietro per la recita dell’Angelus di domenica prossima 20 gennaio. Sarà un gesto di affetto e di serenità, sarà espressione della gioia che proviamo nell’avere Benedetto XVI come nostro Vescovo e nostro Papa.

E noi ci saremo. Noi di StranaU ci saremo innanzitutto come docenti universitari, con le nostre famiglie, i nostri amici, i colleghi, tutti, insomma. 

E proprio perchè docenti universitari, proponiamo a tutti quanto scritto dall'Associazione Universitas University:

Un episodio come quello accaduto ieri alla 'Sapienza' significa la morte dell'Università.

L'Università è il luogo per eccellenza della libertà e della ragione.
Non se ne sono viste alla 'Sapienza', in questi giorni.

Noi in Università ci lavoriamo, con passione. Non vogliamo la sua fine.

Per questo chiediamo a tutti i Rettori degli atenei italiani di invitare subito Papa Benedetto XVI per una lectio magistralis, nelle nostre università.

Un gesto concreto, per dimostrare che in Università ci sono ancora persone che hanno a cuore la ragione e la libertà.

Universitas University

E già tre atenei hanno invitato il Papa: Firenze, Udine, Modena e Reggio Emilia. 

Di seguito il testo del discorso che il Papa avrebbe pronunciato all'università. Da leggere tutto quanto, con attenzione.

E infine una breve cronaca di quanto accaduto stamattina (mercoledì mattina) all'udienza del Papa, dove un gruppo di studenti universitari ha salutato calorosamente Benedetto XVI "Se Benedetto non va alla Sapienza, la Sapienza va da Benedetto". Da L'Osservatore Romano.

Buona giornata

Redazione di StranaU

 

 

15.1.2008

Ciao a tutti,

d'ora in poi sarà per sempre L'Università  La Scemenza di Roma. 

Il motivo è spiegato bene sul volantino di CL che abbiamo mandato oggi pomeriggio. E c'è anche da dire che in un paese serio, con una classe politica con un briciolo di dignità, il governo sarebbe già caduto (opposizione, dove sei?). 

Almeno Mussi avrebbe dovuto già dare le dimissioni, insieme al Rettore della Scemenza, e a 67 personaggi che non possono neanche dedicarsi ai lavori socialmente utili, come il recupero e la rieducazione di soggetti svantaggiati, per esempio i teppisti. Ne abbiamo visti tanti, in questi giorni, alla Scemenza. Non possono educare, quei 67, sono "educatori" tutti da rieducare, e d'altra parte, come fanno a non venir fuori teppisti, alla Scemenza, con cotanti educatori?

Cosa ha a che fare con l'università tutta questa gente?

E che ti dice  invece, Mussi, il peggior ministro (ma perchè il meno contestato?) dell'Università che la storia italica ricordi? "Spero che questo errore l'Università italiana non lo commetta mai più". Cioè: la prossima volta che viene un Papa, speriamo  vada meglio. Strepitoso. Commovente. Profondo. Soprattutto, molto significativo. 

Insomma, la monnezza da Napoli è salita a Roma, ed eccoci qua. 

E pensare che  proprio sul viaggio del Papa avevamo intenzione di giudicare la Turchia. Dicevamo che se quel paese si fosse dimostrato intollerante in occasione della visita di Benedetto XVI, non se ne sarebbe dovuto accettare l'ingresso in Europa.  E adesso, che si fa? Esportiamo La Scemenza in Turchia? Non la vogliono. Là sono più civili.

Due proposte. La prima è la lettura dell'editoriale di Giorgio Israel su l'Osservatore Romano. Giorgio Israel, intellettuale ebreo, è ordinario di matematica proprio nella stessa università. Da non perdere, assolutamente. 

E per capire l'antefatto, un pezzo di Renato Farina.

La seconda. Visto che a Benedetto XVI è stato impedito di parlare, domenica prossima, tutti in Piazza San Pietro ad ascoltarlo! La piazza deve essere più piena del solito: tutti quanti là, dobbiamo trovarci, domenica mattina all'angelus. 

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

12.1.2008

Ciao a tutti,

punto e a capo. Con questa intervista di Andrea Tornielli al direttore de l'Osservatore Romano (il giornale del Papa) si chiariscono molte idee e si chiude - speriamo - qualunque discussione su stampa cattolica e dintorni.. 

Il Giornale 12.1.2008

«La stampa cattolica deve uscire dal ghetto»
 
intervista con Gian Maria Vian
 
"Con i laici e Ferrara possiamo condividere le preoccupazioni su temi attuali.
Il Papa ha chiesto che sull'Osservatore vi siano più firme femminili"
 
di Andrea Tornielli

La proposta di Ferrara? «Positiva, una scossa salutare. Non c’è bisogno di una morale religiosa per considerare l’aborto un fenomeno negativo». Il dialogo e la collaborazione tra laici e cattolici? «Imprescindibile. Ci sono obiettivi condivisibili da ogni donna e ogni uomo, al di là delle differenze ideologiche o religiose». Il nuovo Osservatore Romano? «Il Papa ha voluto che vi fossero più firme femminili...» . Gian Maria Vian, classe 1952, professore ordinario di Filologia patristica nell’Università di Roma «La Sapienza», già collaboratore di Avvenire e Il Foglio, dallo scorso ottobre dirige il giornale del Papa. Quotidiano autorevole per storia e tradizione, diventato ora punta di diamante per la diffusione del pensiero ratzingeriano ma anche per il confronto con il mondo laico che intende dialogare con la Chiesa.
Direttore, qual è la sua opinione sulla moratoria proposta da Ferrara?
«È positiva, una scossa salutare. Com’è stato rilevato da più parti, in primis dal cardinale Renato Raffaele Martino sulle colonne del quotidiano che dirigo, dopo il risultato della moratoria sulla pena capitale è utile che si allarghi il campo anche a fenomeni come l’aborto, con cui purtroppo la storia umana coesiste da sempre. Il fatto che nelle società occidentali l’aborto sia legalizzato ha prodotto una sorta di assuefazione culturale e la legalizzazione tende inevitabilmente a far considerare legittimo ciò che legittimo non è. Rendere possibile per legge qualcosa significa legalizzare, non legittimare. ..».
L’aborto è un omicidio?
«Non c’è bisogno di una morale religiosa per considerare l’aborto un fenomeno negativo. L’aborto è la soppressione di una vita umana. Chi abortisce spegne una vita».
La legge 194 va abolita, cambiata o applicata meglio?
«Applicata meglio perché non sono messi in atto tutti gli aiuti alla maternità che la legge prevede. Questa è la linea della Conferenza episcopale italiana, linea molto chiara e ragionevole, espressa molto bene da Avvenire. È importante che almeno si rifletta sul fenomeno dell’aborto, è importante che almeno si approfondiscano tutti gli aspetti in materia di tutela della maternità, come peraltro precisa il titolo stesso della legge 194. Sul tema, dalle colonne del quotidiano cattolico intervengono sempre donne: una scelta molto opportuna e significativa» .
Perché Ferrara è riuscito là dove la stampa cattolica aveva fallito?
«Perché esiste una separatezza che non ha ragion d’essere: spesso la stampa cattolica è ignorata. Credo invece che laici e cattolici possano condividere moltissime preoccupazioni: per esempio, quella della distribuzione più equa delle ricchezze o dello sfruttamento più equilibrato delle risorse naturali. E non sono condivisibili soltanto i temi della difesa della vita e della famiglia, pur essendo questi ultimi vere emergenze che vanno ben al di là dei confini delle religioni».
Il Papa insiste molto sulla morale naturale. Esiste dunque una morale laica, oppure ha ragione Messori, il quale su queste pagine, citando Bobbio, ha sostenuto che la morale laica in fondo non è ragionevole?
«Ci sono temi condivisi e condivisibili al di là delle differenze di religione o di ideologia. Benedetto XVI mostra di avere una grande fiducia nella ragione umana. Il rapporto tra fede e ragione è un tema tradizionalmente cattolico: il Concilio Vaticano I scelse una linea media tra gli opposti del fideismo e del razionalismo, ma pensiamo anche alla geniale rivisitazione aristotelica fatta da san Tommaso o alle riflessioni patristiche e, prima ancora del cristianesimo, all’incontro tra giudaismo ellenistico e pensiero greco. C’è ottimismo nel Papa sulla possibilità di individuare sempre una base comune per la discussione. Questo era il vero tema della lezione di Ratisbona. Io credo che una morale laica esista e che esista una base comune molto più larga di quanto si pensi, come del resto si è visto nel caso della moratoria sulla pena capitale. Certo, si tratta spesso di obiettivi non facilmente raggiungibili in breve tempo, ma discuterne tra laici e cattolici è sempre positivo. Anzi, imprescindibile» .
La Chiesa è stata spiazzata dalla proposta di Ferrara?
«Non direi. I vescovi, sempre in prima linea nella difesa della vita, l’hanno accolta. E il Papa ha detto, nel discorso al Corpo diplomatico, che è importante allargare il dibattito sulla sacralità della vita dopo il risultato della moratoria sulla pena di morte. Questo va al di là di ogni confine che possa dividere gli esseri umani tra loro».
A lei dunque piacciono gli «atei devoti»...
«Non mi piace quella definizione, che trovo piuttosto sprezzante e non rispettosa delle persone che si cerca in questo modo di demonizzare. Il fenomeno di per sé è positivo perché discutere e trovare punti di incontro su temi erroneamente ritenuti esclusiva delle fedi religiose può portare a un’azione comune. È un’alleanza benefica. Del resto, questi temi rappresentano punti d’incontro anche tra le varie confessioni cristiane e più in generale tra le diverse religioni. Inoltre, il dialogo e il confronto su alcuni terreni comuni con chi non crede è anche un’occasione per testimoniare la fede».
Direttore, sta cercando di trasformare l’Osservatore Romano nel Foglio del Vaticano?
«Sono stato collaboratore del quotidiano di Ferrara, che ha dato un contributo indubbio nel migliorare il livello culturale dell’informazione italiana. Ma forse è Il Foglio che ha guardato anche ai 146 anni di storia dell’Osservatore Romano, una delle testate più autorevoli al mondo, le cui prese di posizione hanno sempre fatto discutere. Non credo che l’Osservatore debba ispirarsi ad altri modelli, ha una storia centenaria alle spalle. Montini voleva che fosse “un giornale di idee”. Dobbiamo coniugare questa vocazione con la necessità di documentare in modo completo l’attività del Papa e con il compito di tener conto di tutte le notizie provenienti dal mondo. Stiamo usando molto più di prima le interviste».
Sono comparse molte firme femminili...
«Sì, per esempio la storica ebrea Anna Foa, la saggista Eugenia Roccella, la storica del diritto Giulia Galeotti, la scienziata Assuntina Morresi, la storica Lucetta Scaraffia, per citarne alcune. Per un’esplicita richiesta del Papa e del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone».

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

10.1.2008

Ciao a tutti,

si può criticare qualcosa che non si conosce? Di solito no, non è bello. Eppure sembra diventato uno sport nazionale.

Ieri, per esempio, su Il Giornale il vicedirettore Michele Brambilla ha firmato un articolo titolato "Aborto, le lettere dello scandalo", in cui si commenta il fatto che molti cattolici hanno scritto al Foglio aderendo alla proposta di moratoria sull'aborto. Nel pezzo a un certo punto si legge:

"La proposta di una moratoria sull’aborto ha reso finalmente visibile, dalle colonne de Il Foglio, un popolo mai rappresentato dai grandi giornaloni, e nemmeno da una stampa cattolica resa prudente dal timore di venir tagliata fuori dal mondo. Perchè diciamo la verità: neanche Avvenire e Famiglia Cristiana parlano così forte e chiaro come parla oggi Giuliano Ferrara. Là si legge pure che la 194 è "una buona legge", da "non toccare" ma semmai "da applicare meglio". (Che strano. Ventisette anni fa, quegli stessi giornali diedero battaglia per abrogarla, quella legge varata con l'ipocrita nome di "tutela della maternità": è forse cambiato qualcosa da allora?). Qua, voglio dire sul Foglio, Ferrara scrive invece che "l'aborto è un omicidio". ecco perchè questo popolo ha trovato solo ora una casa."

E siccome il diavolo fa le pentole e non i coperchi, fra gli esempi delle lettere citate nel pezzo se ne riporta un brano di una, scritta da un'ostetrica di settant'anni, che i lettori di Avvenire sanno riconoscere: è Flora Gualdani di Arezzo, la cui intervista - la prima su un giornale nazionale - campeggiava su Avvenire il giorno in cui si votavano i referendum sulla legge 40. L'ultima sua lettera pubblicata su Avvenire -inserto E' Vita - riguardava la pillola anticoncezionale, poco prima di Natale.

E sempre per via delle pentole scoperchiate di cui sopra, il coraggioso articolo che incrimina Avvenire, che iniziava in prima pagina, era sormontato da un titolone "Pillola per abortire? in ospedale la danno già" E sotto: "abbiamo scoperto che un medico di Trento l'ha somministrata a 300 donne".
Peccato che la scoperta de Il Giornale sia un pochettino stantìa: quegli ardenti sostenitori della 194 de L'Avvenire l'avevano scritta giusto dieci mesi fa, nel marzo del 2007, riportando la testimonianza di una donna che aveva assaporato le delizie della procedura abortiva farmacologica, alla ricerca dell'embrione espulso nell'acqua del water del cesso dell'ospedale.

Se ne può leggere su "E' vita" del 22 marzo del 2007, come anche nelle pagine di cronaca di quei giorni, sempre sullo stesso giornale abortista.

E adesso, dopo aver ospitato edificanti editoriali per la vita, in cui si legge che l'aborto è un omicidio - certo, quelli di Avvenire non l'hanno mai detto, no, mai, sicuramente, non lo dicono mai, ma neanche lo fanno capire, e quando riportano i discorsi del Papa lo scrivono piccolo piccolo per non farlo leggere, e poi aggiungono tra parentesi "ma non bisogna toccare la 194" - quelli de Il Giornale stanno coerentemente santificando la pillola abortiva Ru486: ieri l'intervista ad Arisi, il medico trentino "scoperto" dall'intraprendente inviato, che cantava le lodi del metodo farmacologico; oggi, altra paginata di pura pubblicità alla pillola magica, compresa l'intervista al dr. Srebot, il medico di Pontedera famoso perchè secondo lui "Abortire con la Ru 486 è come viaggiare con sei airbag anziché con due".

Senza alcun contraddittorio, tacendo sulle morti, sugli effetti collaterali, praticamente su tutto, pareva di leggere un mix fra il Corriere della Sera e l'Unità. 
Forse l'avranno fatto per evitare di essere confusi con quegli ardenti sostenitori della 194 de l'Avvenire, quel giornale timoroso che da due anni guida la campagna italiana contro la Ru486 portando dati, fatti, interviste a esperti italiani e stranieri, riassunti di articoli scientifici, dossier, report di convegni internazionali, che denuncia che con l'introduzione della Ru486 si vuole in realtà allargare le maglie della legge per poi modificarla, come è successo in tutto il mondo (basta vedere la vicina Francia), per fare l'aborto a domicilio.

Poi, quando arriva la pillolona fai-da-te, con la moratoria sull'aborto ci facciamo pizza e fichi.

Quel giornale timoroso che da due anni ospita, unico in Italia, ogni settimana un inserto di bioetica e biopolitica con notizie ed approfondimenti sulle nuove tematiche portate dalle tecnoscienze.

Per favore, che qualcuno mandi a Il Giornale una mail corta corta, con una segnalazione: www.avvenire.it . Magari gli è sfuggita.

E mentre al Giornale intervistano Srebot, quegli abortisti di Avvenire scrivevano questo pezzo sulla Ru486

E pensare che nella mail di ieri si diceva dell'orgoglio cattolico....

Segnalazione: su l'Osservatore Romano di oggi interessantissima recensione de "L'Unione Sovietica e la Shoah", di Antonella Salomoni. Tanto materiale inedito, a partire da quello sull'eccidio di Babij Jar, simbolo della memoria censurata. Da leggere. 

Buona giornata
Assuntina Morresi

8.1.2007

Ciao a tutti,

per risolvere un problema, ci devi entrare dentro. L'ho sentito in un vecchio film western, e mi pare giusto. E ultimamente c'è stato un problemone di cui si è parlato e si sta parlando molto, anche - ma non solo - per via di Giuliano Ferrara, che ci si è buttato come sa fare lui, con tutte le energie: l'aborto. Un problemone, per risolvere il quale tanti ci sono entrati dentro, prendendo - come si dice - il toro per le corna.

Una di queste persone è Paola Bonzi, responsabile del Centro di Aiuto alla Vita della Mangiagalli di Milano: ne hanno scritto prima Avvenire e  poi il Foglio dicendo che il Cav stava chiudendo per mancanza di fondi - sempre per la penna di Eugenia Roccella, che ha parlato di questa fantastica donna che dirige un centro grazie al quale l'anno scorso sono nati 833 bambini che, senza di lei e dei suoi collaboratori, sarebbero stati abortiti. Le amministrazioni a questo punto si sono messe in moto facendosi carico del problema:  la Corradi ha rilanciato ancora su Avvenire, e poi ha ripreso Giuliano Ferrara che ci ha fatto il suo digiuno liquido natalizio, ma già al secondo giorno la procedura amministrativa era conclusa, e i soldi sono arrivati dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano.

Un'altra è la mia amica Patrizia Vergani, ginecologa a Monza. Riporto di seguito, dal Giornale di Monza 8.1.2008:

LA STORIA

Due coniugi di Pescara ringraziano il dottor Nicola Strobelt e l'èquipe dell'Ostetricia del Vecchio

SALVATE GEMELLINE DA UNA DIAGNOSI TERRIBILE DI MORTE E MALFORMAZIONI

Monza -  Hanno voluto ringraziare il loro angelo monzese raccontando la loro esperienza sul settimanale cattolico «Famiglia cristiana». Protagonisti di questa bella storia di vita e di speranza i coniugi di Pescara Raffaella e Stefano Schirato che devono alla professionalità e sensibilità del dottor Nicola Strobelt la gioia oggi di potere abbracciare le gemelline Giulia e Sofia. Una storia iniziata quasi per caso quando Raffaella, all'epoca incinta, durante un soggiorno a Monza, decise di sottoporsi a un'ecografia morfologica al San Gerardo. La diagnosi fu spietata: le gemelline che portava in grembo erano affette dalla Sindrome di trasfusione feto fetale che molto spesso provoca la morte di uno dei due bambini e la nascita dell'altro con gravi ritardi psico-motori. Una diagnosi che lascia poche speranze e spesso induce i genitori a optare per la terribile scelta dell'aborto. Non però nel caso dei coniugi Schirato. «Ricordo il volto dei genitori quando annunciai loro la notizia - ha raccontato il dottor Strobelt - Chiesero consulti in altri centri in tutta Italia, ricevendo sempre pareri negativi». 

A Monza, però, hanno trovato la risposta e il sostegno che cercavano. Di professionisti che, malgrado la prognosi difficile, si sono presi in carico la gravidanza che la coppia, comunque, voleva portare avanti. «E' importante e doveroso per un medico offrire strumenti e approcci di cura e sostegno a coppie che non scelgono la strada dell'aborto - ha continuato - Sono stati seguiti dall'équipe della dottoressa Patrizia Vergani, ideatrice e promotrice di un protocollo di assistenza conservativo e propositivo oggi esportato in vari centri italiani». Che nella storia di Giulia e Sofia si è rivelato vincente. Oggi entrambe stanno bene. «Ma non sono mancate paura e apprensione anche dopo il parto - ha concluso - Oggi guardo con immensa gioia l'immagine felice e sana delle due gemelline e il bel rapporto umano che ancora mi lega ai genitori».

Chi ha orecchie per intendere intenda, diceva Qualcuno. 

La morale è semplice: battaglie culturali, polemiche, moratorie, discussioni, mail come questa, e chi più ne ha più ne metta, hanno senso se c'è gente disposta a condividere il dolore, la fatica, la solitudine di donne in difficoltà, di maternità difficili. Condividere i bisogni per condividere il senso della vita - è una frase che molti di noi già conoscono, e non potrebbe essere più vera che nel caso dell'aborto.

E se adesso si può parlare di moratoria, è perchè in questi trent'anni c'è stata gente che, come Paola Bonzi e Patrizia Vergani, e tanti altri ancora, la moratoria - se così si può dire - l'hanno chiesta e fatta concretamente tutti i giorni, spesso nel silenzio generale. Siamo contenti che Giuliano Ferrara sia sulle nostre posizioni, e se uno intelligente come lui ne ha fatto una battaglia dopo trent'anni, per molti altri ce ne vorranno probabilmente trecento. E se lui ha meritoriamente ripubblicato l'Humanae Vitae sul Foglio, è perchè quarant'anni fa qualcun altro l'ha scritta, nella solitudine e con i cartelli di protesta in piazza San Pietro. E perchè qualcun altro poi ha scritto l'Evangelium Vitae,  e insomma ci siamo capiti.

La moratoria che Ferrara ha lanciato sta prendendo la strada che le compete, cioè quella internazionale. Ecco qua un comunicato stampa di Rocco Buttiglione che lo spiega bene: 

Comunicato stampa

Il presidente dell’UDC, Rocco Buttiglione, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Il governo italiano si faccia promotore di un documento delle Nazioni Unite contro l’uso dell’aborto come strumento di prevenzione delle nascite. È questo il principio contenuto nella Legge 194.
Non ci sarebbe quindi nessun motivo per cui il governo italiano e le forze della maggioranza che lo sostiene non debbano schierarsi a favore di una simile presa di posizione, ma va a colpire uno dei punti più dolenti della realtà dell’umanità di oggi.
In molti paesi l’aborto non è permesso, è obbligatorio e viene usato come strumento per la riduzione del numero delle nascite e non come un rimedio di assoluta emergenza davanti a situazioni di grande difficoltà nella vita della donna.
Se la sente il governo Prodi di iniziare questa battaglia? Se lo facesse avrebbe il nostro appoggio incondizionato.
Sarebbe il modo migliore di rispondere all’appello del Papa di oggi che certo non si rivolge prima di tutto alle vicende interne italiane sulle quali altre e distinte iniziative intendiamo porre, ma tocca il dramma mondiale dell’aborto obbligatorio che coinvolge centinaia di milioni di donne nel nostro pianeta”.

E un comunicato di Mario Mauro che spiega sempre la storia dell'internazionalizzazione, e anche il discorso del Papa agli ambasciatori.

Infine, un mio editoriale di oggi su Avvenire, in risposta a chi sembra proporre  uno "scambio": no all'aborto tardivo, si alla Ru486. 

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

7.1.2008

Ciao a tutti,
cominciamo l'anno nuovo con uno sguardo al mondo, con una lettera di un amico. 
Don Valerio era prete a Perugia, diceva Messa a S. Elisabetta, e c'era lui in comunità quando eravamo studenti universitari. Un carissimo amico personale di tutta la redazione.
Adesso è in Kenya, ed ha mandato una lettera, che vi proponiamo per intero. Buon anno a tutti
Redazione di StranaU


Nairobi 4 gennaio 2008 

Carissimi amici,

molti chiedono come stiamo, come è la situazione, se corriamo pericoli…

La situazione del paese è drammatica: dopo i risultati delle elezioni sono scoppiate proteste in diverse parti del paese, soprattutto in alcuni slums (baraccopoli) di Nairobi e in altre città, come Kisumu, Eldoret…

Ma soprattutto sono iniziate delle epurazioni tribali, in alcune parti del paese, come nella zona di Eldoret e di Kisumu. Sono state incendiate case, uccise persone: oggi si parla di 250.000 persone (quasi tutti Kikuyu) che hanno dovuto lasciare le loro case e rifugiarsi in chiese o caserme della polizia. E’ un odio che sta crescendo, provocato da motivi politici e di partito (sostenuto da alcuni parlamentari appena eletti nel parlamento).

Nel 1992, quando furono provocati dal governo di allora i primi scontri tribali, il Cardinale Maurice Otunga, in un dialogo con la casa dei Memores ci disse: “Stanno seminando odio, e non sappiamo dove ci porterà”. Oggi lo stiamo vedendo… 

Non si intravede per ora una via di uscita. Ma sta crescendo fra la gente una solidarietà che va oltre l’appartenenza tribale (ci sono molti casi in questa nostra zona, di Kikuyu che aiutano Luo) e una condanna sempre più esplicita dei politici che stanno usando la violenza per affermare il loro potere. E c'è un grande desiderio di ritornare a una vita normale.

Si fa ancora più urgente il compito educativo che stiamo vivendo nella nostra parrocchia, nelle nostre scuole e nel movimento: è la costruzione di un popolo che nella appartenenza a Gesù Cristo ritrovi la sua unità. Ed è quello che sta avvenendo attorno a noi.

Nella nostra zona e parrocchia non ci sono stati episodi di violenza: la gente si sta mobilitando per raccogliere viveri da portare alle persone che sono senza casa.

Dietro suggerimento di Don Massimo, ogni giorno facciamo un’ora di adorazione prima della messa e molte persone della parrocchia partecipano a questo gesto di preghiera. Per tutti è chiaro che solo il Signore può cambiare i cuori e dirigere i nostri passi in un cammino di pace.

Sosteneteci con la vostra preghiera.

Per questo vi mandiamo la preghiera che ha fatto don Massimo a Roma, durante l’ora di adorazione nella Casa di formazione: perché ci sosteniate con questa preghiera, condividendola anche con amici.

Buon Anno e il Signore conceda anche a noi un “Buon Anno” per il nostro paese.

Don Valerio Valeri 

Don Alfonso Poppi

Don Giuliano Imbasciati





PREGHIERA PER IL KENYA

(Preghiera fatta da don Massimo Camisasca, Superiore della Fraternità di S.Carlo Borromeo, durante l'Ora di Adorazione, nella Casa di Formazione a Roma, il 2 gennio2008)

Offriamo questa adorazione per impetrare dal Signore il dono della pace tra i popoli del Kenya, in particolar modo tra i kikuyu e i luo, che si stanno scontrando e uccidendo.

Chiediamo al Signore la conversione del cuore: soltanto infatti attraverso di essa si può realizzare la pacificazione tra i popoli, tra le famiglie e tra le tribù. Senza la conversione, il nostro spirito è accecato dagli odi, avvelenato dal passato e da rancori ancestrali che occupano il nostro presente. Senza perdono, l’uomo viene dominato dal proprio passato e chiama giustizia il tentativo, disumano, di placare con il sangue la propria sete.

Chiediamo a te, Signore, che l’Africa non sia ancora una volta bagnata dal sangue dei popoli, e ti chiediamo soprattutto che i battezzati vivano il loro Battesimo come fonte di perdono e di riconciliazione, e una nuova generazione possa crescere e guidare questa nazione verso un presente e un futuro più luminosi.

Ti chiediamo che i nostri parrocchiani, i nostri amici, le famiglie che circondano la nostra Parrocchia, gli insegnanti e gli scolari delle nostre scuole possano partecipare di questo dono dello Spirito che è fonte di riconciliazione e di perdono.

Ti chiediamo di fermare gli animi di coloro che vogliono soltanto dominare, e di fermare la morte che nasce dalla loro volontà di vendetta e prevaricazione. L’Africa ha già troppo sofferto perché debba ancora una volta essere segnata da queste piaghe che difficilmente poi si rimarginano.

Per l’intercessione di tua Madre, e di san Giuseppe, Patrono della Chiesa, chiediamo a te, o Signore, di benedire questi popoli e di convertirli alla tua verità. Amen

26.12.2007

Ciao a tutti,

neanche gli auguri di Natale, quest'anno, ci siamo fatti. Che disastro. Ma veramente non abbiamo avuto tempo neanche di fare "ba". Speriamo che il prossimo vada meglio, e ce la metteremo tutta. Vediamo quel che è successo, intanto, a grandi linee.

Una prima moratoria avevamo fatto in tempo a lanciarla, prima della lunga pausa: quella richiesta da Avvenire che riguarda la ricerca sugli embrioni umani. 

E' possibile ancora sottoscrivere ed aderire, naturalmente! 

E intanto nel mondo della ricerca scientifica continua l'ondata di euforia per le scoperte sulle nuove cellule (induced Pluripotent Stem Cell). E in una bella intervista al New York Times Yamanaka, il giapponese autore della scoperta, ha dichiarato che tutto è cominciato quando, guardando dentro un microscopio, ha visto un embrione umano, e gli sembrava tanto simile a sua figlia. Di questo, e altro ancora, ho scritto sull'Osservatore Romano.

Intanto Giuliano Ferrara ha lanciato l'idea di un'altra moratoria, dopo che all'Onu hanno approvato quella sulla pena di morte. La moratoria proposta da Ferrara riguarda l'aborto. Avvenire ha approvato - ovviamente - rilanciando, con uno splendido editoriale di Marina Corradi, nel quale si dice che la moratoria non deve essere solamente simbolica ma deve proporre gesti concreti, iniziando ad applicare pienamente la legge 194, nella parte preventiva, per esempio, chiede il sostegno al Centro di Aiuto alla Vita della Mangiagalli di Milano, diretto da Paola Bonzi, che si trova in gravi difficoltà economiche, tanto che la stessa Bonzi aveva gettato la spugna.

Giuliano Ferrara ha accolto la proposta di Avvenire, ed ha rilanciato a sua volta, proponendo un digiuno natalizio proprio in favore del CAV diretto da Paola Bonzi. E la Regione Lombardia, nel frattempo, stanzia 500.000 euro per il Cav: una prima, bellissima vittoria!

Ma non bisogna mai abbassare la guardia. Una sentenza del Tribunale di Firenze autorizza la diagnosi preimpianto sugli embrioni di una coppia infertile, portatrice di una malattia ereditaria. Ho commentato il fatto su Libero.

E il ministro Turco ha dichiarato che le linee guida della legge 40 terranno conto delle sentenze: si vuole reintrodurre la diagnosi preimpianto.

Seguiremo i fatti nei prossimi giorni.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

4.12.2007

Ciao a tutti,

ricordo innanzitutto la proposta di moratoria per la ricerca che distrugge gli embrioni umani, la e-campagna bye bye Dolly, gli embrioni non servono più. Potete trovare qua la descrizione della e-campagna, e le modalità di partecipazione, e comunque su Avvenire, tutti i giorni, si può seguire l'iniziativa.

La settimana scorsa ho scritto una lettera a Tempi, per difendere Patrizia Vergani, nota ginecologa cattolica protagonista di molte battaglie (tanti ricorderanno la sua combattiva partecipazione all'Infedele di Gad Lerner, insieme a Marina Casini, contro l'aborto e in difesa degli embrioni) accusata di aver difeso la 194. 

Il testo lo potete trovare qua

Oggi ho letto un comunicato stampa di Mario Palmaro, a nome del Comitato Verità e Vita, che attacca anche me per lo stesso motivo, facendomi però dire cose che non ho detto, interpretando male alcune affermazioni, e accusandomi di essere abortista. Ecco il testo.

Invito tutti a leggere la mia lettera, confrontarla con le accuse del comunicato, con alcune sottolineature: 

1. Nel comunicato è scritto: "Secondo la Morresi – che è fra l’altro membro del Comitato Nazionale per la Bioetica – la legge varata nel 1978 deve restare, perché ha il merito di aver eliminato la piaga dell’aborto clandestino."

Io ho scritto:  "Ero certa che l'aborto fosse un omicidio, e che la sua legalizzazione non avrebbe risolto il problema della clandestinità - sbandierata dai radicali con cifre inverosimili, talmente impossibili che molti di noi credevano sinceramente fosse tutto inventato di sana pianta - e che anzi ne avrebbe fatto un mezzo di controllo delle nascite, un tragico contraccettivo. Dopo trent'anni non ho cambiato idea. Penso ancora esattamente così". 

Cioè ho scritto l'esatto contrario di quanto mi è stato attribuito.

2. Il comunicato virgoletta questa mia frase "La 194 è una buona legge, una delle migliori al mondo". Quando si virgoletta qualcosa, lo si deve fare per intero, altrimenti si deve segnalare che c'è stata una manomissione. Io ho scritto "La legge 194, pur nelle sue molte ambiguità ed ipocrisie, se correttamente applicata ci permette di avere come alleati contro l'aborto tanti fra quelli che la legge l'hanno voluta. Sì, perché nel suo genere, la 194 è una buona legge, una delle migliori sull'aborto nel mondo. È una legge che vede l'aborto come un fatto negativo, verso il quale assumere un atteggiamento dissuasivo, e comunque da tenere sotto stretto controllo". Il pezzo poi continua spiegando altri punti della legge su cui si può lavorare (prevenzione, mancanza di eugenismo, aborto non come diritto, niente autodeterminazione della donna, divieto di aborti tardivi, etc.)

Non ho detto mai che questa è una legge buona in quanto tale. Dico che "nel suo genere" è delle migliori al mondo (ad esclusione probabilmente della sola legge polacca). Evidentemente chi ha scritto il comunicato non conosce le legislazioni né la situazione effettiva delle pratiche abortive nel mondo. Forse non tutti sanno, ad esempio, che l'obiezione di coscienza per i medici non è sempre possibile come da noi. Forse non tutti sanno che ad esempio in Francia non è considerato aborto l'espulsione dell'embrione, ma il semplice ingoiare la pillola abortiva, per cui esiste l'aborto a domicilio, si prende la pillola e via, a casa, le minorenni possono abortire senza che i genitori lo sappiano, e dal medico possono andare accompagnate da un maggiorenne di loro scelta, che non ha responsabilità giuridica. Vogliamo continuare spiegando la legge inglese? O con le nuove leggi di depenalizzazione del sud America? O con le cliniche che fanno "aborti" oltre le trenta settimane, negli Usa? 

3. Evidentemente  non si è neppure d'accordo con il card. Camillo Ruini (che cito nella lettera), quando ha detto, ancora Presidente della Cei: "noi certamente siamo contro l'aborto ma non vogliamo modificare la legge. Auspicheremmo soltanto che nell'applicazione della legge si tenga conto il più possibile dell'importanza di favorire la vita". (potete controllare: io non manometto i virgolettati). Diventato abortista anche Ruini? Insieme a tutta la Cei? 

4. Non si capisce per quale motivo chi si è astenuto dal voto del referendum sulla legge 40, per sostenerla come miglior compromesso possibile, debba ritenere la 194 peggiore della 40. Dal punto di vista della morale cattolica, e dell'abortività,  non mi pare ci sia differenza fra le due, anzi. Eppure è nata un'associazione nazionale per evitare che la 40 venisse abrogata (Scienza & Vita). Tutti abortisti pure loro?

Evidentemente Mario Palmaro e Marisa Orecchia  ritengono un errore la posizione presa dalla Cei, come si può vedere leggendo qua

5. Dicono che sono diventata abortista. Siccome è un'affermazione che fa ridere, su questo lascio parlare i fatti e gli scritti. E vi invito a leggere la mia lettera, con quanto effettivamente ho scritto (per esempio non ho mai usato la parola "fondamentalista" per chi si oppone alla legge). 

Concludo dicendo che ringraziando il cielo in questo paese c'è libertà di espressione e quindi di critica, per tutti. Argomentata, ci si augura, e possibilmente senza far dire ad altri quello che non hanno detto. E, soprattutto, intellettualmente onesta, si spera. 

SEGNALAZIONE: è on line il video della puntata di otto e mezzo in cui Antonio Socci, intervistato da Giuliano Ferrara, presenta il suo libro su Padre Pio. Molto, molto interessante, da non perdere. Ecco qua

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

1.12.2007

Ciao a tutti,

scaldate tastiere e mouse, si riparte con la e-campagna: bye bye Dolly, gli embrioni non servono più. 

Una campagna necessaria, visto lo scandaloso silenzio - solo italiano - sulla scoperta epocale resa pubblica due settimane fa.

Il 17 novembre sul Daily Telegraph Ian Wilmut, il "padre" della pecora Dolly, ha annunciato al mondo di abbandonare la ricerca sulla clonazione degli embrioni umani, quella tecnica che lui stesso aveva lanciato proprio con la sua Dolly. Wilmut ha dichiarato che per la produzione di cellule staminali embrionali umane avrebbe seguito la tecnica utilizzata da un'equipe giapponese, più promettente e meno problematica.

La notizia ha fatto scalpore: è come se Veronesi avesse detto "le terapie dell'Istituto Tumori sono tutte sbagliate, d'ora in poi seguiamo la via cinese", oppure come se Barnard, dopo dieci anni di trapianti, avesse dichiarato: "i trapianti non servono, sono sufficienti le terapie farmacologiche". Voi cosa avreste pensato? Che c'era qualcosa di vero e talmente evidente da dover dare credito a Wilmut.

E infatti dopo qualche giorno, su due diverse riviste scientifiche - Cell e Science - due differenti gruppi di scienziati hanno dichiarato di essere riusciti a ricavare cellule pluripotenti indotte (iPS, induced Pluripotent Stem Cell), cioè molto simili a quelle embrionali, facendo "ringiovanire" cellule della pelle, con una manipolazione genetica.

Viene quindi a mancare il motivo di creare embrioni umani clonati - cioè copie di individui già nati  - con la tecnica che ha fatto nascere Dolly, embrioni cioè che servivano per creare linee di cellule staminali embrionali con patrimonio genetico di un individuo già nato. Sia chiaro: finora con quella tecnica non si è riusciti a creare neanche una cellula staminale embrionale umana, ma questo fatto è stato accuratamente censurato da tanti cosiddetti illustri scienziati, anche di casa nostra.

Non solo: non servono più neanche gli embrioni umani per la ricerca, in generale, anche con patrimonio genetico qualsiasi, grazie alla nuova tecnica. Quindi viene a cadere il problema dei cosiddetti "embrioni sovrannumerari", della "donazione" di qualsiasi embrione alla ricerca. Non servono più, perchè la nuova tecnica, anche se da mettere ancora a punto per un suo utilizzo routinario, è già sufficientemente sviluppata da far capire che potrà essere applicata. 

Sarebbe saggio quindi sospendere la distruzione degli embrioni umani, per alcuni anni - una moratoria, insomma - in attesa del perfezionamento della nuova tecnica. Nel frattempo la ricerca sulle staminali embrionali umane - che comunque finora non ha prodotto nessun protocollo terapeutico sull'uomo, neppure a livello sperimentale - potrebbe continuare utilizzando le linee cellulari già esistenti. 

E' quanto ha proposto Avvenire, con un editoriale di Eugenia Roccella.

In parlamento è stata presentata una mozione per la moratoria sulla distruzione degli embrioni (sia al Senato che alla Camera).

Ma anche associazioni di base (a partire da Scienza & Vita: http://www.scienzaevita.org, e poi il Forum delle Famiglie e l'Officina 2007 di Savino Pezzotta ) e singoli cittadini si stanno mobilitando, raccogliendo firme ed adesioni di singoli, enti, associazioni, movimenti e gruppi alla moratoria della distruzione degli embrioni umani. Dobbiamo sostenere l'iniziativa dei parlamentari - sia della maggioranza che dell'opposizione -  che intanto sta arrivando al Parlamento Europeo.

E' semplice: basta scrivere ad Avvenire: lettere@avvenire.it , dichiarando di aderire alla richiesta di moratoria per la distruzione degli embrioni umani. Si possono anche raccogliere firme e spedire via fax le stesse nella redazione del quotidiano (06 68823209), o per posta: redazione Avvenire, P.zza Carbonari 3, 20125 Milano.

Fate girare questa mail, diffondete, aderite e fate aderire: bye bye Dolly, gli embrioni non servono più.

Buona giornata

Redazione di Stranau

 

16.11.2007

Ciao a tutti,

tre aggiornamenti.

Il primo è la storica risoluzione del Parlamento europeo, che per la prima volta ha votato quasi all'unanimità (un astenuto e due verdi contrari) un documento che condanna fermamente tutti gli atti di violenza contro le comunità cristiane del mondo. Il titolo della risoluzione è "Gravi episodi che mettono a repentaglio l’esistenza delle comunità cristiane e di altre comunità religiose". 

Il Parlamento «condanna risolutamente tutti gli atti di violenza contro comunità cristiane, ovunque essi si verifichino, ed esorta i governi interessati a tradurre in giudizio gli autori di tali reati», «condanna fermamente tutte le forme di discriminazione e intolleranza basate sulla religione o il credo, come pure gli atti di violenza contro tutte le comunità religiose », «sollecita i governi dei paesi interessati a migliorare la sicurezza delle comunità cristiane e sottolinea che le autorità hanno il dovere di tutelare tutte le comunità religiose», «invita la Commissione e il Consiglio dei ministri a sollevare la questione della situazione delle comunità cristiane nel dialogo politico» con i Paesi terzi, e a «contribuire ulteriormente al rafforzamento dei diritti umani e dello stato di diritto attraverso gli strumenti di politica estera dell’Ue » compresi i «programmi di cooperazione ed aiuto allo sviluppo con quegli stessi Paesi». Di seguito il testo completo.

E qui potete leggere la dichiarazione di Mario Mauro, Vice Presidente del Parlamento europeo e promotore dell'importantissima iniziativa.

Secondo aggiornamento: è uscito il nuovo libro di Antonio Socci "Il segreto di Padre Pio", editore Rizzoli. Sperando che al Corriere della Sera ne arrivino copie in abbondanza, e sperando soprattutto che se le leggano, vediamone alcune pagine anticipate dal sito di Socci.

Terzo aggiornamento: la notizia non è nuova, ma curiosa. Al Festival della Scienza di Genova Gran Putiferio per una mostra che, udite udite, si concludeva con alcune frasi pronunciate da Don Giussani. Insomma, una mostra di Comunione e Liberazione travestita da mostra scientifica: orrore!

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

14.11.2007

Ciao a tutti,

il semestre infuria, le lezioni si moltiplicano, i fatti succedono e gli articoli dobbiamo scriverli...e quindi ci rimette il sito, che non siamo riusciti ad aggiornare negli ultimi quindici giorni.

Viviamo a Perugia, e  non possiamo non ricordare Meredith, la ragazza inglese uccisa la sera del primo novembre. Devo dire che quel che più mi ha impressionato della faccenda è stata l'idea della "normalità " della vita dei ragazzi coinvolti nelle indagini, gli amici di Meredith. Non sappiamo chi sia innocente e chi colpevole. Ma quando i ragazzi raccontano della loro vita, ne emerge un quadro che fa pensare. Ne ho scritto su l'Occidentale

E sempre sull'Occidentale Gabriella Mecucci ha parlato della città di Perugia: questo fatto ha sollevato il coperchio di una pentola nella quale nessuno, finora, aveva voluto guardare, con la scusa che certe cose succedono dappertutto.

Riguardo il calcio, ripropongo quanto scritto l'anno scorso:  nei campi di pallone mettiamoci le patate. 

Non è possibile che ogni domenica centinaia di agenti debbano avere a che fare con  matti scalmanati che campano di tifoseria, che dal lunedì al mercoledì vivono della partita della domenica prima, dal giovedì al sabato vivono di quella della domenica dopo (e fin qui basterebbe non starli a sentire), e la domenica se ne vanno a far danni in giro per l'Italia. La tensione è tale che poi si spara senza motivo, e ci scappa il morto, anche quando non ce n'era motivo (non ce ne dovrebbe essere mai, motivo, ma insomma ci siamo capiti, non è successo niente in situazioni ben peggiori, per esempio la sera stessa a Roma), come domenica. Una tragedia per niente.

E poi assalti dei tifosi alle caserme e al Coni...ma dico io, perchè non si fa pagare tutto alle società sportive? Tutto: dalla manutenzione e sicurezza degli stadi, a quella dei treni, delle strade in cui transitano le tifoserie e via dicendo. Scommettiamo che si darebbero tutti una bella calmata?

Politica: pare proprio che il governo non cadrà. Purtroppo. Peccato. Ci speravamo, ci avevamo contato, ma, a meno di un miracolo, dovremo sorbirci Prodi & C. per un altro bel po'.

Ci rifiutiamo di parlare del Partito Democratico, soprattutto dopo aver visto che al TG hanno dato la notizia dell'inaugurazione del famoso "loft", la nuova sede.  Ma dico io: che notizia è? Ma di cosa stiamo parlando? Qua il petrolio ha raggiunto 100 dollari al barile, l'Iran si arma e rischiamo un'altra guerra, e questi danno come notizia l'apertura della sede di un partito? Ve l'immaginate se l'avesse fatto Emilio Fede per la sede di Forza Italia? 

Strepitosa e da leggere, anche se non nuova, l'intervista che Ruini ha rilasciato al Corriere della Sera: la Chiesa è attaccata perchè vince.

In Russia la corte suprema ha negato la riabilitazione giudiziaria dell'ultimo zar Nicola II e della sua famiglia, fucilati dai bolscevichi il 16 luglio del1918 a Ekaterinenburg: non vi sarebbero infatti prove che i Romanov siano rimasti vittime di una repressione politica. E' infatti noto che lo zar Nicola II e la sua famiglia sono morti di freddo. Un gran freddo, in Russia, un freddo che le ha fatto cambiare nome, l'ha fatta diventare Unione Sovietica, un freddo durato settanta durissimi anni...e insieme a Nicola II e alla sua famiglia è morta una qualche decina di milioni di persone...ma la politica non c'entra. Era solo freddo.

Biopolitica: la ditta francese che produce la Ru486 ne ha chiesto la commercializzazione in Italia. 

Dal dossier della scorsa settimana di Avvenire, vi segnalo un pezzo di Eugenia Roccella, che spiega quel che succede in Francia, con la pillola; un'intervista a Didier Sicard, Presidente dell'analogo francese del nostro Comitato di Bioetica, e padre di Oriane Shevin, una delle donne californiane morte per la Ru486.

Da ultimo, un mio pezzo su embrioni ibridi, dall'Osservatore Romano di oggi. 

Segnalazione: è uscito in Francia il libro di memorie, con un carteggio inedito, di Jean Samuel detto Pikolo, compagno di prigionia di Primo Levi ad Auschwitz: era il ragazzo a cui Primo Levi cercava di tradurre Dante. in Italia uscirà per l'editore Frassinelli.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

31.10.2007

Ciao a tutti,

a quelli del Corriere non piace il nome Pio. Troppo corto, troppo religioso, poco chic, gli suona male, chissà, vacci a capire perchè, ma quelli che si chiamano Pio proprio al Corriere non li reggono.

Hanno cominciato con Pio XII, erano i primi giorni del gennaio 2005, se non erro, l'inizio della seconda era Mieli (culminata nel supporto ai quattro si del referendum sulla legge 40) e secondo loro il malcapitato non voleva restituire i bambini ebrei ai legittimi genitori, finita la seconda guerra mondiale, se per caso fossero stati battezzati. 

Ne venne fuori un putiferio, lo scoop di Alberto Melloni - fu lui a tirare fuori la polemica - divenne un boomerang perchè Andrea Tornielli, su Il Giornale, pubblicò  il documento scovato da Melloni, dimostrando che non era stato citato per intero: le cose non stavano esattamente come aveva detto Melloni.

Da qualche tempo ci riprovano con Padre Pio: stavolta l'occasione è un libro di Sergio Luzzatto sul santo, un testo che Messori dice essere ben documentato. Io non l'ho letto, ma sul Corriere sono state riportate le  testimonianze che suggerirebbero come Padre Pio si sia procurato le stimmate,  e cioè con medicamenti acquistati per interposta persona in farmacia. In un intervento successivo Luzzato riporta perfidamente lettere piene di insulti che gli sono arrivate, insieme a una lettera molto sgrammaticata, sgrammaticata, commentata affettuosamente, e riportata con tutti gli errori, a evidente dimostrazione di quanto sono ignoranti quelli che a padre Pio ci credono.

"Padre Pio un immenso inganno", titola coerentemente il Corriere, che di queste non se ne fa scappare una.

La verità è che si tratta di accuse vecchie e stantìe, come spiega Antonio Socci.

In futuro, chissà, se la prenderanno con Pio Manzù, o Pio la Torre, Pio Tarantini, o magari faranno pelo e contropelo a tutti gli altri Papi Pio: ne sono undici, da scrivere non mancherà.

Altra grande, grandissima novità, è quella rivelata da Veltroni: in Cambogia c'è stato un massacro. I comunisti hanno massacrato milioni di persone, e i crimini del dittatore Pol Pot sono paragonabili a quelli di Auschwitz.

A dire la verità, ho proprio qua davanti un libro a firma Piero Gheddo e Giacomo Girardi, intitolato "Vietnam Cambogia - non stiamo a guardare", del 1979, in cui gli autori spiegavano che da quelle parti una meraviglia proprio non era. Per la Cambogia, per esempio, si parlava di "esodo totale del popolo dalle città" e di "esecuzioni di massa" (sono titoli di due paragrafi del capitolo "Cambogia atto primo: il maoismo integrale"). Roba scritta quasi 29 anni fa.

Veltroni ci arriva adesso: ognuno con i suoi tempi, si sa, chi ci arriva prima, chi dopo, chi mai...signora-mia-si-fa-quel-che-si-può.

E oggi, che leggiamo come editoriale sul corrierone? L'elogio di Veltroni, che secondo Pierluigi Battista "rompe il tabù dell'inconfrontabilità del nazismo e comunismo e si libera dei compromessi di una memoria selettiva, accomodante, autoconsolatoria e perciò autoassolutoria".

Un precursore, insomma. 

"lo ha fatto sfidando un'interdizione, un veto politico e culturale ancora funzionante a vent'anni dallo sfaldamento comunista, e malgrado le intimazioni al silenzio di chi continua ad anatemizzare il paragone tra nazismo e comunismo come il frutto di una molesta "nevrosi comparativa"".

Un cuor di leone. Siamo sinceramente commossi da tanto coraggio. Abbiamo le lacrime agli occhi. Ma non  finisce qui: l'editorialista, nonchè vicedirettore del Corriere, come ti rincara la dose? Così, con questa perla:

"Troppo facile prendersela con Pol Pot? I puristi incontentabili avrebbero forse preferito un accenno alle dimensioni apocalittiche del massacro maoista della "rivoluzione culturale" o una citazione più esplicita del Gulag sovietico, la cui tragedia echeggia nelle pagine di "L'URSS di Lenin e Stalin", il nuovo libro di uno storico non lontano dall'itinerario politico di Veltroni, Andrea Graziosi [...]. Ma resta la sostanza di una prima volta, il coraggio di un'equiparazione morale che è ancora sottoposta ai rigori di un divieto perentorio. La menzione di Pol Pot rappresenta piuttosto la strada obbligata per imporre un tema che ancora nessun dirigente cresciuto alla scuola del Pci aveva osato affrontare con tanta radicalità di giudizio. Come se la liquidazione definitiva dell'ultimo tabù, attuata con la necessaria sapienza retorica nella scelta delle citazioni e dei riferimenti storici, fosse il segno di un congedo doloroso ma irrevocabile il passato e la condizione di un "nuovo inizio" che abbia, finalmente, il sapore della sincerità e dell'autenticità".

Ma, dico io, siamo matti? "Puristi incontentabili" quelli che vorrebbero almeno ricordare settant'anni di massacri e di gulag? Un "congedo doloroso" da che? Dalla più lunga dittatura che ha ammorbato il pianeta nel secolo scorso? 

Invece di chiedersi cosa possiamo aspettarci di buono da gente che dopo decenni ancora gira la faccia dall'altra parte quando vede le montagne di teschi dei massacri comunisti, dovremmo riconoscere riconoscere il "coraggio" di chi guarda per la prima volta? Ma "coraggio" di che?

Brevemente, segnalo alcuni articoli.

Polemiche a non finire al Comitato Nazionale di Bioetica. Per capirci qualcosa, potete leggere Francesco D'Agostino, su l'Occidentale.

e una mia lettera al Foglio.

Altre polemiche sulla questione aborto, pillola del giorno dopo e obiezione di coscienza, dopo l'intervento del Papa al congresso internazionale dei farmacisti cattolici. Di nuovo Francesco D'Agostino, stavolta su Avvenire.

Si riparla di aborto a livello internazionale. In Gran Bretagna vogliono renderlo più accessibile, e anche in Francia, mentre in Cina cominciano a preoccuparsi perchè nel 2006 hanno battuto il record di dieci milioni di aborti. 

E intanto in Italia pare che stia arrivando la Ru486, la "kill pill" o la "horror pill", come la chiamano negli Usa e in Gran Bretagna, rispettivamente. Vedremo che succederà. Per ora fa il punto della situazione Eugenia Roccella su Avvenire.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

28.10.2007

Ciao a tutti,

diciotto, diconsi diciotto giorni senza aggiornamento del sito. E' veramente vergognoso, ma proprio non ce l'abbiamo fatta a far di meglio.

Il semestre impazza, abbiamo quattro corsi a testa, per non parlare di tutto il resto...insomma, abbiate pazienza. Prima o poi riusciremo a ritornare ai vecchi ritmi. Stiamo anche preparando un'altra novità, che dovrà partire prima di Natale. Vedrete.

Cominciamo con la notizia di oggi, e cioè la beatificazione più numerosa della storia, quella di 498 martiri spagnoli, molti dei quali vittime della guerra civile. 

Ne ha parlato Antonio Socci in un suo articolo, bello e crudo

Possiamo leggere le parole di oggi del Papa su Asia News, e qualche notizia su Zenit.

Oggi l'Osservatore Romano è uscito con la firma del suo nuovo direttore, Gian Maria Vian. Lo possiamo conoscere con un'interessante intervista rilasciata a Trenta Giorni.

Tanti auguri a Gian Maria Vian, a cui chiediamo innanzitutto un nuovo sito internet per l'Osservatore (che comunque si può comprare in edicola).

“Carissimi, le parole vengono meno. Queste foto di un monaco assassinato sono state prese in segreto in un obitorio. Pensate quanti molti altri hanno subito lo stesso destino. Vi prego, diffondete queste fotografie a più gente possibile, perché il mondo sappia che c’è bisogno di molto più che a semplice condanna di questi bastardi [della giunta]”.

Con queste parole ad Asia News sono arrivate due foto di un monaco ucciso. Nei giornali si è vista la prima, con la faccia del monaco. Sul sito di Asia News si vede anche la seconda:  il cranio spaccato. Facciamola girare, che tutti vedano e sappiano.

In Italia, intanto, si sono tenute le primarie del Partito Democratico. Tutto è andato come si pensava, e adesso si accettano scommesse sulla caduta del governo Prodi. Pare che il 14 novembre sia la data fatidica, per una votazione al Senato della finanziaria. Non riesco proprio ad appassionarmi, mi spiace: la politica di solito è interessante, ma da qualche mese a questa parte, sinceramente, non se ne può più. 

Da ultimo, notizie dall'Università. Copio pedissequamente dal Venerdì di Repubblica:

"Troppi dirigenti: bocciata l'Agenzia che dà i voti agli Atenei.

Roma. Darà i voti agli atenei, ma la prima bocciatura l'ha ricevuta lei: l'Agenzia di valutazione della ricerca tanto cara al ministro Fabio Mussi, che la vuole "autonoma" dal governo e dal mondo universitario. Del regolamento che la istituisce si stanno occupando le Camere, ma la bozza scritta dal governo è già stata cerchiata in rosso dal Consiglio di Stato: secondo il massimo giudice amministrativo, sono troppi tre dirigenti generali su venti dipendenti in pianta organica. Il ritardo ha spinto il governo a commissionare la valutazione del triennio 2004-2006 al Comitato di cui l'Anvur prenderà il posto. Per la prima valutazione "indipendente", bisognerà aspettare molto".

SEGNALAZIONE:  di Luca Volontè, "Furore giacobino", ed. Aliberti. E' il resoconto di due anni e mezzo di fatti, di attacchi alla Chiesa e confronti accesi. Dalla morte di Giovanni Paolo II, al referendum sulla legge 40, le minacce a Bagnasco, il Family Day...veramente interessante. Cliccate qui per saperne di più

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

 

10.10.2007

Ciao a tutti,

una settimana all'insegna della scienza e della biopolitica.

E' cominciato tutto sabato scorso con la notizia della cosiddetta vita sintetica. Craig Venter, lo scienziato che ha dichiarato a un quotidiano inglese - di solito prima si fanno pubblicazioni scientifiche ed eventualmente poi si fa divulgazione, qua hanno fatto il contrario, anche perchè non avevano niente da pubblicare - di essere a un passo dalla vita artificiale. In effetti non è proprio così: Craig Venter ha sintetizzato in laboratorio un Dna, copiandolo da un batterio e togliendo quelle parti che secondo lui sono inutili alla vita. Deve  ancora metterlo dentro una cellula per vedere se funzionerà. Non sono certo contraria a questo tipo di ricerca scientifica. Ma qualche perplessità ce l'ho. 

Ne ho scritto un editoriale per Avvenire, domenica scorsa.

Sulla questione del premio Nobel della Medicina, invece, bisogna spiegare bene una cosa: Capecchi l'ha vinto per una tecnica, oramai diffusa in tutto il mondo, con cui si generano topolini transgenici per creare modelli di malattie umane. Per fare questo ha usato cellule staminali embrionali di topo: sono ricerche che si sarebbero potute condurre anche in Italia, ovviamente, dove non è vietate fare ricerca su embrioni animali. E ha vinto il Nobel lavorando su cellule staminali embrionali animali. 

Chiarissimo a proposito l'editoriale de Il Foglio di oggi.

E sempre sullo stesso argomento, Eugenia Roccella ed io abbiamo risposto ad Oscar Giannino, che due giorni fa su Libero aveva commentato la questione del Nobel come se da noi quel tipo di ricerche sconfinasse in un tabù. Su L'Occidentale.

Per quello che riguarda la politica italiana, invece, il prossimo appuntamento per tanti sarà domenica prossima, alle primarie del Partito Democratico. Vincerà Veltroni, ma vedremo come: a seconda di quanti voti prenderanno Rosy Bindi ed Enrico Letta, infatti, si vedrà se quella di Veltroni sarà vera vittoria.

Per il resto io, sinceramente, mi annoio. Non mi interessa, ecco.

Interessantissimo  invece quanto scrive P. Gheddo sui monaci birmani

Sandro Magister ci segnala una voce libera dall'Islam italiano presente sul Web.

SEGNALAZIONE: grazie ad Elisabetta Menna, ho conosciuto Cesare Scoccimarro. Ha un blog. Sulla sua storia d'amore con sua moglie è stato girato un cortometraggio pluripremiato, titolato "Un inguaribile amore". Già, perchè l'ultima volta che ha camminato è stato nel giorno del suo matrimonio con Stefania, che ha promesso di essergli fedele sempre "nella salute e nella malattia", quando a Cesare era già stata diagnosticata la Sla (sclerosi laterale amiotrofica). La battaglia di Cesare è quella per il diritto alla vita, e per poter vivere a casa. Ecco il suo sito:

http://www.conoscicesare.org/

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

4.10.2007

Ciao a tutti,

al Corriere della Sera qualcuno si è distratto ed è uscito - finalmente - un bel pezzo sull'eutanasia. Ricordo a tutti che Ignazio Marino, Presidente della Commissione Sanità del Senato, ha spiegato che subito dopo la Finanziaria in Parlamento ci si occuperà della legge sul testamento biologico. Sui giornali, a dire la verità, si parla di chi staccherà la spina al governo Prodi. 

In attesa degli eventi, leggete quel che ha da dire l'oncologa Sylvie Ménard: era a favore dell'eutanasia, ma da quando ha scoperto di avere un tumore incurabile - lei, autrice di circa trecento pubblicazioni scientifiche nel settore, -  ha cambiato idea, e rivendica il diritto di vivere.

Su Avvenire leggiamo che, allo stesso convegno a cui ha partecipato l'oncologa Ménard, è stato riferito che all'Istituto tumori di Milano, in 25 anni, sono stati ricoverati circa 40.000 malati, di cui solo 4 hanno chiesto l'eutanasia, e tre hanno cambiato idea dopo che è stato loro eliminato il dolore.

Sempre su Avvenire, un mio pezzo sulla Ru486: a cadenze regolari se ne parla, annunciando che sarà introdotta in Italia. Stiamo aspettando, ricordando sempre che in Italia la pillola abortiva non è vietata. Non si abortisce con la Ru486 semplicemente perchè la ditta farmaceutica che la produce - e produce solo quel prodotto -non ha mai fatto richiesta di commercializzazione in Italia.

Significative notizie dalla Spagna, dove recentemente è stato nominato ministro della Salute Bernat Soria, un ricercatore su cellule staminali embrionali, tanto per ribadire dove pende Zapatero. Bene, pare che i tanto vantati risultati scientifici del neoministro siano poco più che acqua fresca. Aveva detto che in medicina andrebbe eliminata la parola "impossibile", e i suoi importanti risultati sulla cura del diabete - sul modello animale, con cellule staminali embrionali - erano stati annunciati con enfasi e solennità. Adesso invece è arrivata una doppia stroncatura, scientifica, naturalmente: nessun risultato raggiunto, le ricerche stanno ancora in alto mare. 

Domenica prossima ennesima edizione della Marcia della Pace Perugia - Assisi, che quest'anno ha come tema quello dei diritti umani: "Tutti diritti umani per tutti", lo slogan. Si sfilerà anche in solidarietà con il popolo birmano, non smettendo di pensare a quanto sono cattivi gli israeliani...leggete l'editoriale del Foglio di oggi, a proposito.

Continuano le polemiche sulla sentenza di Cagliari riguardo alla legge 40.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

30.9.2007

Ciao a tutti,

non possiamo non ricordare quanto sta succedendo in Birmania.

Due i siti da consultare per essere sempre aggiornati: Asia News, di Bernardo Cervellera, e l'ottimo 1972, ricchissimo di notizie.

In Iraq le cose stanno cambiando. Gli attentati sono drasticamente diminuiti, ci sono nuove alleanze sul territorio, e il quadro non è più disperato come poteva apparire diversi mesi fa. Potremmo essere alla svolta tanto attesa. 

Per capire cosa sta succedendo,  da leggere l'interessantissimo rapporto del generale Petraeus al Congresso americano. Da Il Foglio, naturalmente.

Vergognoso, invece, il pronunciamento della magistratura italiana che ha chiesto il rinvio a giudizio di Salvatore Stefio (uno dei quattro ostaggi italiani in Iraq, rapito insieme a Quattrocchi, quello che sfidò i terroristi dicendo "Ti faccio vedere come muore un italiano", prima di essere trucidato) per “arruolamento o armamento non autorizzato al servizio di uno stato estero”.

Se avesse assoldato gente da spedire in un bel campo di addestramento pakistano, avrebbe dormito fra quattro guanciali, indisturbato. Ma continuano a chiamarlo mercenario. Vergogna.

Due le notizie di biopolitica della settimana.

La prima è che con una sentenza del tribunale di Cagliari è stata ammessa la diagnosi preimpianto su un embrione criocongelato di una coppia portatrice di talassemia. Ma la legge 40 non consente la diagnosi preimpianto e, coerentemente,  non permette  che tecniche di fecondazione in vitro siano accessibili a coppie portatrici di malattie genetiche. 

La legge 40, infatti, è stata pensata per permettere di avere figli a chi è sterile (o infertile), non per scegliere i figli "migliori", scartando quelli con il patrimonio genetico difettoso. La legge 40, e l'ordinamento giuridico italiano in generale, non prevedono l'eugenetica. 

Ho cercato di spiegarlo con un pezzo su L'Occidentale

Interessante anche un commento dell'Anfass (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità intellettiva e/o Relazionale), a proposito della richiesta, non recente,  fatta dall'associazione dei ginecologi inglesi: "lasciateci uccidere i bambini disabili". Si parla anche di diagnosi preimpianto, fra l'altro. Se solo si ascoltassero veramente le voci di tutti.

Cosa sta succedendo al Comitato Nazionale di Bioetica? Ce lo spiega Il Foglio.

SEGNALAZIONE: ricordiamo a tutti gli universitari l'appello di Universitas University a proposito dell'inaccettabile ritardo dei fondi di ricerca  PRIN.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

 

21.7.2007

Ciao a tutti,

pare proprio che non si riesca ad aggiornare il sito più spesso. 

E quindi le mail, per poter commentare tante notizie, saranno per forza di cose un po' lunghe. Come questa. 

Di Beppe Grillo e del suo Vaffa day non se ne può più. Quando noi siamo andati in piazza San Giovanni con carrozzine e carrozzelle, neonati e nonni paralitici, autoorganizzati e pure senza blog, con il sindaco di Roma che ci ha fatto pagare tutti - diconsi tutti - i biglietti della metropolitana, dopo qualche giorno già non se ne parlava più. Eppure eravamo un milione. Forse dovevamo mandare affanculo chi aveva proposto i Dico? Un mega coro di vaffanculo, nonni e nonne, padri e madri, piccoli e grandi, insulti, urla e chi più ne ha più ne metta...ve li immaginate Savino Pezzotta e Eugenia Roccella dal palco di Piazza San Giovanni a insultare la Bindi, la Pollastrini e Prodi?

Che sarebbe successo? Provate a immaginare la scena.

Chissà, forse dovevamo fare come Grillo. Almeno per stare un po' più sui giornali.

Si fa un gran parlare di ricerca scientifica, soprattutto dopo la questione degli embrioni ibridi uomo/mucca (o donna/vacca, che però sa tanto di insulto, questo si, alla Vaffa day).

Ma la ricerca scientifica è una cosa seria. La ricerca scientifica non è fare in laboratorio tutti gli esperimenti che vengono in mente, a prescindere dalle possibilità di riuscita, solo perchè si possono fare e per vedere che succede. Questa non è "ricerca scientifica", ma "pomeriggio al Luna park". Su quale tipo di ricerca sarebbe opportuno finanziare, ho scritto un editoriale su Avvenire, che è stato titolato "l'ideologia uccide la ricerca"

E qui bisogna aprire una parentesi sull'Università. Con un ritardo mostruoso è uscito il bando PRIN (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale), cioè il fondo di ricerca più importante per le università. Il ritardo mostruoso sta portando problemi gravissimi a tutti noi che in Università viviamo e facciamo ricerca, ma qua tutto tace, di proteste neanche l'ombra, perchè al ministero c'è il compagno Mussi. Se a ritardare l'uscita del bando fosse stata la Moratti, la poveretta avrebbe fatto la fine di Claretta Petacci, o giù di lì. 

Il silenzio su questo è veramente intollerabile: invitiamo tutti a firmare l'appello di protesta per il ritardo sui fondi! Basta andare sul sito di Universitas University, leggete, firmate e fate girare.

Veniamo alla biopolitica. Mentre si osannano gli embrioni ibridi uomo/animale, che non si faranno mai, perchè la tecnica che si vuole usare è fallimentare, non funziona, serve solo a buttare parole e, soprattutto, tanti soldi al vento ingannando la gente, ecco, mentre si blatera di embrioni ibridi, fortunatamente c'è anche chi ricerca la fa per davvero, e di quella seria.

Hanno trovato cellule staminali pluripotenti, cioè capaci di generare ogni tipo di tessuto, come quelle embrionali (quelle embrionali in più possono dare origine a un intero organismo), senza passare per gli embrioni, e le cellule ottenute con molta probabilità non saranno cancerogene. E' un esperimento fatto sui topi, precisamente con cellule estratte dai loro testicoli, e plausibilmente presto si passerà a controllare se la cosa accade anche nell'uomo. Ce lo spiega Il Foglio che, vista la provenienza cellulare, ha spiegato la faccenda in un pezzo titolato "Coglioni".

Intanto va avanti il carrozzone della politica italiana. Ecco la notizia: alle primarie per le elezioni del partito democratico in Piemonte, per Walter Veltroni c'è Piergiorgio Odifreddi, il matematico che tante soddisfazioni ci ha dato spiegandoci in continuazione che i cristiani sono tutti cretini, soprattutto i cattolici. Riguardo alla sua candidatura, Odifreddi ha dichiarato: "Mi impegnerò personalmente affinché il Partito Democratico mantenga centrale il tema della laicità e del laicismo".

Caro (si fa per dire) Veltroni, grazie per averci spiegato senza troppi giri di parole cosa vuoi fare con il Partito Democratico! I nostri dubbi (pochi, in verità), sono stati fugati in un attimo. 

I rappresentanti piemontesi della lista, infatti, si “dicono onorati che due persone dal profilo altissimo, conosciuti a livello nazionale per la loro cultura, per le loro idee, abbiano dato la loro disponibilità a percorrere insieme questa strada. Sicuramente daranno un grande apporto in termini di interesse e coinvolgimento al processo costitutivo del Partito Democratico" (l'altro candidato a cui si fa riferimento è il penalista Giampaolo Zancan).

Il Foglio ha commentato la cosa con due pezzi, il primo che parla di campane

e il secondo, a firma Giorgio Israel, di campanari. Leggeteli tutti e due. 

Se c'è qualcuno che non ha mai letto o ascoltato Odifreddi (il che potrebbe significare che questo qualcuno è persona seria che non ama perdere il proprio tempo), venghino-signori-venghino, ecco qua il suo sito con la prefazione al libro "Perchè non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)".

A domani per gli aggiornamenti di notizie dal mondo.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

"ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan,  e verso le nove ho avuto la sensazione d'un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. La sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della tua pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e tendi le orecchie e gridi a chi ti sta accanto: "Down! Get down! Giù! Buttati giù".

L'ho respinta. Non ero mica in Vietnam, non ero mica in una delle tante fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita! Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre. L'11 settembre 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la Tv. Bè, l'audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono circa cento, vedevi una torre dello World Trade Center che dagli ottantesimi piani in su bruciava come un gigantesco fiammifero. 

Un corto circuito? Un piccolo aereo sbadato? Oppure un atto di terrorismo mirato?

Quasi paralizzata son rimasta a fissarla e, mentre la fissavo, mentre mi ponevo quelle tre domande, sullo schermo è apparso un aereo. bianco, grosso. Un aereo di linea. Volava bassissimo. Volando bassissimo si dirigeva verso la seconda Torre come un bombardiere che punta sull'obbiettivo, si getta sull'obbiettivo. Sicchè ho capito. Voglio dire, ho capito che si trattava di un aereo kamikaze e che per la prima Torre era successo lo stesso. E, mentre lo capivo, l'audio è tornato. Ha trasmesso un coro di urla selvagge. Ripetute, selvagge. "God! Oh, God! Oh, God, God, God! Gooooooood! Dio! Oddio! Oddio! Dio, Dio, Dioooooooo!"

E l'aereo bianco s'è infilato nella seconda Torre come un coltello che si infila dentro un panetto di burro".

(Oriana Fallaci, La rabbia e l'orgoglio)

13.9.2007

Ciao a tutti,

sei anni dall'11 settembre. Due giorni fa le commemorazioni, quasi niente in Italia. A volte più che le parole, aiutano le immagini. Questo è un sito di foto significative, e anche qua trovate foto importanti e famose, come alcune delle croci su ground zero.

Per alcuni anni ho pensato che quello fosse stato l'evento più catastrofico a cui io mai avessi assistito, e che sicuramente il mondo da allora non sarebbe più stato lo stesso.

Invece ho capito che non è vero. Che c'è dell'altro, c'è di peggio.

Perchè, in fondo, la guerra con i terroristi non è altro che una fra le tante, fottutissime guerre, per dirla alla Fallaci, che non sono mai mancate nel pianeta, purtroppo. Abbiamo usato di tutto: dalle lance ai machete, alla bomba atomica ai kamikaze, ma sempre guerra è. Uomini che uccidono altri uomini per il potere. Con tutte le novità del caso - i terroristi islamici amano la morte più della vita, se ne sono suicidati a centinaia pur di ammazzare tanti di noi - ma nella sostanza non c'è niente di  nuovo sotto il sole.

Invece negli ultimi anni, diciamo dal referendum sulla legge 40 in poi, mi sono accorta che c'è qualcosa di molto più pericoloso, che riguarda tutti noi, l'umanità nel suo insieme. Sto parlando del fatto che un uomo e una donna possono concepire i propri figli in un laboratorio, fabbricarne tanti e decidere di scegliere il migliore, quello che è venuto meglio, e di buttare nel cesso quelli brutti, o malati, o che forse si ammaleranno un giorno. Oppure li congelano. Negli Usa ci sono ditte che nel tempo si sono specializzate nello stoccaggio di embrioni congelati. Ditte che si occupano di esseri umani sospesi a duecento gradi sotto zero, in azoto liquido. Che li tengono in ordine, ne curano la contabilità, verificano che non manchi mai la corrente, e ogni tanto chiedono a chi ne ha ordinato la fabbricazione cosa ne possono fare. 

Ditte come questa, per esempio.

Sono mezzo milione circa gli embrioni umani congelati in tutto il mondo . 

E poi adesso vogliono fare gli embrioni misti uomo/animale, inventandosi che poi ne prenderebbero le cellule staminali per curare i malati.

La scorsa mail abbiamo spiegato perchè questa è una menzogna.

Ma bisogna sapere che neanche in Gran Bretagna sanno cosa  vogliono effettivamente fare, con questi esperimenti sugli embrioni interspecie.

Nessuno o dice, ma la verità è che gli inglesi non riescono a definire questo tipo di embrioni, e si sono infilati in un pasticcio senza fine. Ne ho scritto due giorni fa su Il foglio, riportando passi e scambi di idee, decisamente surreali, nelle audizioni parlamentari inglesi (dove si parla pure di banane).

In effetti c'è di peggio dell'11 settembre. C'è qualcosa di peggio della guerra fra gli uomini. E' la guerra dell'uomo all'uomo stesso, per esempio quando cerca di fabbricare un uomo/animale. 

Ma anche in Italia le idee non sono poi così chiare. Nicoletta Tiliacos sul Foglio spiega i lapsus del Prof. Veronesi, che disinvoltamente ai giornali dichiara tutto e il contrario di tutto.

Oggi su Avvenire riprende l'inserto "E' vita": un appuntamento fondamentale per chi vuole seguire le vicende della biopolitica.

Per gli appassionati del Dr. House, invece, ecco che dice Carlo Bellieni, un insospettabile estimatore, e vi segnalo ancora il suo blog, sempre aggiornato sui temi che ci interessano.

Da sabato prossimo, a Milano mostra su Oriana Fallaci

E ricordiamo sempre la scuola di biopolitica "Holly Patterson", il 20 ottobre prossimo a Firenze.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

 

9.7.2007

Ciao a tutti,

quella passata è stata la settimana delle chimere, nel senso di embrione misto uomo/animale. Il loro nome esatto è "embrione ibrido citoplasmatico", chimera è il nome con cui i giornali hanno chiamato questa nuova entità. Il cinque settembre è stato annunciato il via libera dall'Hfea (l'Autorità britannica che regola la fecondazione in vitro e la ricerca sugli embrioni) alla loro creazione.

Si dovrebbero fare utilizzando un ovocita di mucca a cui è stato sostituito il Dna animale con quello umano. Ma nell'ovocita modificato rimane un po' di Dna animale - in organelli chiamati mitocondri - e quindi il patrimonio genetico finale è misto.
E' una clonazione con ovocita animale, e siccome la clonazione è vietata secondo la legge 40, in Italia questa roba è vietata, nonostante quello che si legge in giro.

L'esperimento non funzionerà: la clonazione non ha mai funzionato per la specie umana, funziona malissimo per gli animali, figuriamoci se si mischiano pure i Dna. Ma nel frattempo tanti soldi saranno buttati in fumo, tante illusioni date ai malati - che non si cureranno certo con cellule miste uomo/animale - e soprattutto nella mentalità comune si sta sdoganando qualsiasi cosa, facendola passare come progresso scientifico.
Si, perchè se il criterio è: "se ci viene in mente qualcosa da fare, proviamo, per vedere quel che succede", bene, sappiate che questa NON è scienza, ma roba da paese dei balocchi. In campo scientifico NON si fanno tutti gli esperimenti che vengono in mente, ma quelli che hanno ragionevoli possibilità di riuscita, quelli fattibili.
Questo degli embrioni interspecie, non lo è.

Comunque, potete leggere sul Foglio cosa ne pensa Angelo Vescovi.


Io ne ho scritto, fra l'altro, su Libero.

Vi ricordo che il 20 ottobre a Firenze ci sarà la seconda edizione della Scuola di Biopolitica, che abbiamo intitolato a Holly Patterson, la ragazza morta pr Ru486, la pillola abortiva.
Il Direttore della Scuola è Carlo Bellieni, il neonatologo di cui leggiamo spesso. 
Rispetto alla prima edizione, quella dello scorso febbraio, ci saranno meno relazioni (ne sono previste cinque) e più spazio per domande da e chiarimenti con i partecipanti: il pomeriggio si concluderà con una tavola rotonda tenuta da Carlo Bellieni, Eugenia Roccella e dalla sottoscritta, per un giudizio e una discussione con i partcipanti sui fatti di biopolitica degli ultimi mesi. Selezione genetica, eutanasia, testamento biologico i temi che abbiamo individuato per ora. 

Di seguito il dettaglio del programma e le modalità di iscrizione


Buona giornata
Assuntina Morresi


3.9.2007

Ciao a tutti,

iniziamo con la piana di Montorso (Loreto), dove Benedetto XVI ha incontrato centinaia di migliaia di giovani, rispondendo alle loro domande e dando loro una consegna, oltre che un appuntamento (l'anno prossimo a Sidney, per la Gmg 2008). 

Ecco qua il testo delle risposte ai partecipanti alla veglia, fatte a braccio (l'abbiamo letto tutti, B16 ha messo da parte i testi preparati) , e del discorso pronunciato lo stesso giorno, mentre qua c'è il testo dell'omelia della domenica mattina.

Continuiamo con la battaglia per la libertà per i cristiani. Da più parti si sta mettendo in dubbio il fatto che Hegazi, il cittadino egiziano che rischia la vita perchè si è convertito al cristianesimo e vuole poterlo affermare pubblicamente, sia veramente in pericolo. Si sta insinuando che non c'è nessuna fatwa contro di lui, che il suo caso è basato su un'esagerazione, su poco più del nulla. Magdi Allam è dovuto intervenire di nuovo sul corriere per documentare, confutare, insomma, come sempre, per spiegare come effettivamente stanno le cose.

Tre anni fa il massacro di Beslan. 331 morti almeno, decine e decine i dispersi, probabilmente persone delle quali non sono stati ritrovati i resti, distrutti dalle esplosioni. Oltre settecento i feriti, di cui 135 rimasti invalidi. Tantissimi bambini, fra le vittime. Il Comitato delle madri ha chiesto a Putin di andare a Beslan a raccontare la verità, ma loro stesse dubitano di poterla arrivare a conoscere, la verità di quei giorni.

Ce ne parla Asia News.

Mentre qui troviamo una serie di foto, tragiche, di quei giorni. Si capisce cosa sia l'odio, odio infinito.

SEGNALAZIONI:

"Capuozzo, accontenta questo ragazzo", di Angelo Picariello (ed. San Paolo). Un libro che racconta la vita di Giovanni Palatucci, «Commissario all'Ufficio stranieri della Questura di Fiume, tanto operò in favore degli ebrei e di altri perseguitati che venne arrestato dai nazisti nel settembre 1944 e deportato a Dachau».
17 aprile 1955. Conferimento della medaglia d'oro da parte dell'Unione delle Comunità Israelitiche d'Italia. 

Potete saperne di più qua.

Il libro può essere acquistato anche on line.

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

 

 

28.8.2007

Ciao a tutti,

di nuovo. Come promesso stamattina, vediamo altre notizie di questo periodo.

Strepitoso il meeting di Rimini appena finito. L'anno prossimo - dal 24 al 30 agosto, il titolo è "O protagonisti o nessuno", finalmente frasi corte - terremo un diario on-line: tantissimo da vedere, da ascoltare, tante le persone che si incontrano...impossibile raccontare tutto a distanza di giorni. La redazione di stranau è stata a Rimini tutta la settimana, con le rispettive famiglie (quasi) al completo. I ragazzi sono stati benissimo e il meeting se lo sono proprio goduto. I genitori ancora di più.

Adesso invece si fa un gran parlare di politica, visto che stanno iniziando tutte le feste di partito. La discussione ruota attorno al partito democratico, soprattutto riguarda le primarie con cui dovrebbero incoronare WV (Walter Veltroni) segretario. Una noia mortale.

Dell'aborto selettivo sulle due gemelle al San Paolo di Milano abbiamo già commentato nella mail di stamattina. A proposito, vi segnalo un'interessante intervista a Pietro Barcellona, filosofo di sinistra, sostenitore della legge 194 insieme a Berlinguer, trent'anni fa, e che ora lancia l'allarme sull'uso che se ne fa. 

Veniamo alle notizie dal mondo. Riproponiamo innanzitutto l'appello di Magdi Allam per salvare Mohamed Hegazi, un egiziano convertito al cristianesimo. Vuole ufficializzare la sua fede ma una fatwa islamica lo condanna a morte.

L'appello è stato lanciato al meeting di Rimini, e poi sul Corriere. Questo l'editoriale che gli ha dedicato il Washington Times, e questa è la discussione riportata sul sito "freecopts", prima che il caso fosse lanciato in Italia. Si discute sull'apostasia, e sull'eventualità o meno di una punizione. 

Sta letteralmente spopolando in Pakistan un film, "Khuda Kay Liye" (in nome di Dio), anche questo preceduto da una fatwa di condanna, che però non ha impedito il tutto esaurito nelle sale, fra misure di sicurezza eccezionali. Tratta della  situazione interna dei musulmani, ed ha una colonna sonora particolarmente suggestiva. Ce ne parla il Corriere della Sera

Questo il sito ufficiale del film, tutto da esplorare.

Sempre sul Corriere, Pigi Battista denuncia il pensiero impaurito, il nostro pensiero impaurito, naturalmente. Ci stiamo abituando a tutto, scrive Battista: le immagini dell'iraniano adultero frustato a sangue, le persecuzioni dei cristiani, le tirannie del mondo. Difficile dargli torto.

Sta uscendo l'ennesimo libro che vorrebbe dimostrare che l'11 settembre è stata una bufala, che la versione dei 19 kamikaze di Al Qaeda, seguaci di Bin Laden, è poco più di una favola dell'asilo Mariuccia. Non ce ne fregherebbe granché, se non fosse che gli autori sono italiani. Il libro è a cura di Giulietto Chiesa (che tante soddisfazioni ci ha dato) e Roberto Vignoli, e ospita contributi di Franco Cardini - una volta nostro storico di riferimento, ma illeggibile da diversi anni, tanta la sua dedizione alla causa islamica e antiamericana - Gianni Vattimo, Lidia Ravera, e altri. A commento, l'Andrea's Version  (la rubrica di satira quotidiana de Il Foglio, curata da  Andrea Marcenaro) di oggi:

"E’ fresco fresco di uscita in libreria “Zero. Perché la versione ufficiale sull’11 settembre è un falso”, Piemme, pp. 412, euri 17,50. Fra i coautori, Giulietto Chiesa, giornalista, Franco Cardini, medievalista, Gianni Vattimo, filosofo, Enzo Modugno, economista, Lidia Ravera, scrittrice. Dove il giornalista Chiesa scrive che “il cosiddetto terrorismo internazionale è emanazione diretta e indiretta dei servizi segreti israeliani e americani”. Dove il medievalista Cardini spiega che è troppo comodo e parimenti assurdo addossare la colpa dell’11 settembre a un movimento che non ha strutture centrali né leader. Dove la scrittrice Ravera racconta l’ansia di due coniugi americani alla ricerca “dei veri mandanti della strage”. Dove il filosofo Vattimo ragiona sui motivi che hanno spinto gli Stati Uniti ad autoterrorizzarsi nel nome dell’Impero americano planetario. Dove l’economista Modugno analizza l’11 settembre nel nome dell’esigenza di “bloccare il precipitare della Borsa che stava per crollare e ridare vigore alla domanda”. E poi dicono che la rubrica di satira è questa"

SEGNALAZIONI:  il 20 ottobre, la seconda edizione della Scuola di Biopolitica "Holly Patterson"

Buona giornata

Assuntina Morresi

 

28.8.2007

Ciao a tutti,
capisco che iniziare il nuovo anno di notizie con la notizia dell'aborto selettivo al San Paolo di Milano è pesante, ma i fatti non si possono ignorare.
Per ora vi mando il link a un pezzo sull'argomento che ho scritto per l'Occidentale

Spiego cosa si fa in questo tipo di aborti, commento alcune frasi che mi sembrano veramente al di là del bene e del male (soprattutto la faccenda del marcare i feti con un colorante), e faccio una proposta.
A domani per una mail anche con altre notizie.

Buona giornata
Assuntina Morresi