Depressione

Depressione

La depressione non è una fugace tristezza, o un passeggero senso di infelicità, magari dovuti a qualche delusione, qualche brutta notizia venuta d'improvviso a rovinarci la giornata. La depressione non passa dopo qualche ora, o a seguito della ritrovata allegria. Una certa superficialità intorno a questo argomento ha prodotto giudizi affrettati su chi soffre di questo disturbo, giudizi che inducono a pensare che un depresso sia solo un individuo incline alla lamentela, non sicuro di se. Giudizi che arrivano ad asserire che basti la volontà per uscire dal tunnel in cui si è scaraventati. Ma sono solo ragionamenti superficiali, fatti da persone superficiali che hanno sentimenti superficiali, e che nella vita non saranno mai depressi, al massimo tristi; non saranno mai felici, al massimo allegri. Il “male oscuro”, come spesso viene appellata questa particolare malattia, è come un ospite indesiderato che si piazza in casa e parla per ore di cose noiose e poco interessanti, e tu non vedi che se ne vada, nonostante lui non accenni ad alzarsi dalla poltrona. E così ci si arrende. Di questa arrendevolezza si ciba la depressione, un'arrendevolezza completa, dopo battaglie all'ultimo sangue, in cui si è cercato con tutti i mezzi di tenere duro. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta, che sintomi presenta, a cosa conduce.

Quando si parla di depressione ci si riferisce ad una serie di alterazioni nella sfera affettiva, cognitiva, somatica e comportamentale di un individuo, che vanno a creare un disturbo dell'umore, o meglio una modifica di esso. Tale disturbo è in grado di alterare il modo in cui una persona ragiona, sente e si comporta, in maniera tanto radicale che spesso le persone che sono accanto al malato stentano a riconoscerlo. La conseguenza è un incapacità del malato di adattarsi alle condizioni della vita sociale, fino ad estraniarsi ed alienarsi del tutto. Pericolosi inoltre gli atti di autolesionismo e il pensiero del suicidio, che spesso attraversano la mente delle persone affette da questo disturbo. Sintomi principali che inducono il medico a pensare di trovarsi davanti ad un episodio depressivo o ad un vero e proprio disturbo depressivo, sono l'umore sempre cattivo del malato, l'adonia (perdita di interesse per le attività in generale), aumento o diminuzione del peso, insonnia costante, mancanza di energia, diminuzione delle capacità cognitive e difficoltà nella concentrazione. La Medicina moderna indica la commistione di fattori genetici, psicologici e ambientali come cause principali della depressione. Infatti il tasso di ereditabilità del disturbo depressivo si aggira intorno al 76%; alcuni farmaci sperimentati aumentano l'incidenza della malattia sui soggetti che l'assumono e l'interazione tra l'ambiente e l'individuo possono scatenare disturbi sul piano emotivo. Cosa consiglia la Medicina per uscire dai disturbi depressivi? Quali sono i trattamenti terapici che possono essere svolti dal medico che diagnostica questo tipo di disturbi? Ad oggi il maggior trattamento in uso è l'utilizzo degli psicofarmaci, in grado di riequilibrare le disfunzioni create dall'alterazione dei neurotrasmettitori quali serotonina, dopamina e noradrenalina. Recenti sperimentazioni farmacologiche hanno favorito l'uso del principio attivo dell'agomelatina, che andrebbe a migliorare i problemi psichici fonte di depressioni. L'importanza del rapporto sonno – veglia nell'incidenza della malattia, ha inoltre convinto alcuni medici all'utilizzo della “terapia della luce”, che tende a regolarizzare proprio questo particolare rapporto.



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