Parti prematuri

Parti prematuri

Gran putiferio per un documento - chiamato ormai Carta di Roma - sottoscritto da ginecologi e neonatologi di quattro università romane, i quali hanno sottoscritto....un'ovvietà. Va a loro merito, naturalmente, in un mondo in cui oramai neanche il sole che sorge è più un'evidenza. Gli esperti hanno scritto, in sintesi, che un neonato va trattato come una persona normale. E quindi ha diritto al soccorso dei medici se ne ha bisogno. Se poi il soccorso non è efficace, ed è evidente che il neonato morirà, lo si accompagnerà alla morte con le "cure compassionevoli". La questione è quella dei "grandi prematuri": quando nasce un bambino estremamente prematuro, al momento della nascita, va aiutato a respirare, perchè da solo non ci riesce - questa è la conseguenza del documento. Quando poi il quadro clinico sarà chiaro - perchè appena nato un bambino che ha superato solo la metà della gravidanza, ex. 22 settimane, anzichè 40, difficilmente scoppierà di salute - si deciderà se è lecito continuare una terapia intensiva, oppure se è meglio accompagnarlo con "cure compassionevoli" ad una morte inevitabile. Una persona appena nata è un cittadino italiano, indipendentemente dal peso (e ci mancherebbe pure), e indipendentemente dal fatto che sia nato naturalmente, o sopravvissuto ad un aborto tardivo. Non prestargli le cure necessarie al momento della nascita è omissione di soccorso. Chiedere il consenso ai genitori è ridicolo: sarebbe come se in caso di incidente stradale un medico si trovasse davanti a gente gravemente ferita, che al momento non sa dire se sopravviverà o no, e tantomeno se rimarrà disabile oppure no.

Giuliano Ferrara e Ruini

Parti prematuri Ospite di Giuliano Ferrara, il Card. Camillo Ruini, che ha parlato a lungo sulla questione aborto, chiarendo molto tutta la faccenda della moratoria promossa da Ferrara, sulla quale ultimamente si è letto di tutto e di più. Che cosa ha detto Ruini? 1. Che la legge sull'aborto è "intrinsecamente cattiva". Certamente. Ogni legge che regolamenti l'aborto, anche la più restrittiva, non può che essere di per sé, intrinsecamente cattiva, ingiusta, perchè autorizza la soppressione di un essere umano vivente. Così come ogni omicidio, anche se per legittima difesa, è sempre un omicidio. Su questo c'è differenza con Giuliano Ferrara, che nell'intervista che ha rilasciato al settimanale "Grazia" ha definito la 194 una legge "sacrosanta", e che in uno speciale del TG1 condotto da Riotta ha ribadito per due volte che il mondo è migliore da quando c'è la 194. Ma d'altra parte fin dall'inizio Ferrara lo ha sempre detto e ripetuto, in tutte le lingue e in tutte le salse, che non aveva nessuna intenzione neanche di parlare della 194, e che la sua iniziativa era tutt'altro (poi ne parliamo). Chi ha aderito alla moratoria di Ferrara pensando di attaccare la legge 194, quindi, ha aderito alla moratoria sbagliata. 2. Ruini ha spiegato che "Il punto su cui insistiamo è l'attuazione della legge 194 almeno nella parte che riguarda la difesa della vita, che si faccia di tutto per aiutare le donne ad accogliere il proprio figlio". Questo la Chiesa lo sta chiedendo da anni, e su questo c'è accordo con Giuliano Ferrara, ma non solo, anche con tanta altra gente che giudica positivamente la legge. Questo è un grande punto di lavoro. 3. Che lui, il Card. Ruini, personalmente, non usa la parola "omicidio" quando si parla di aborto, perchè ha connotazione di ostilità. Parla di soppressione di essere umano vivente. "E per essere chiari e non confondere la realtà non si deve nemmeno parlare di interruzione volontaria di gravidanza. Il linguaggio non deve occultare la realtà. La Chiesa non ha un atteggiamento persecutorio e ostile, ma caritatevole. L'aborto è un dramma per la donna, per il marito, per tutta la famiglia ed è questo il modo corretto di porsi di fronte a ciò". Un gioco di parole? No, un loro uso consapevole e cristiano, che dovrebbe far riflettere. Ruini ha ripetuto mille volte la parola "accoglienza", ha parlato di "famiglie", dicendo che tutti sono coinvolti, in un aborto (nella ferita come nella colpa). Ruini descrive limpidamente l'atto - la soppressione di un essere umano vivente - ma non colpevolizza le donne. Ferrara usa toni più accesi, dice che l'aborto è un omicidio ma che le donne non sono assassine, si è definito - sempre nell'intervista a Grazia - contemporaneamente pro-choice e pro life (io sono "pro-life", contrario all'aborto. E sono anche "pro choice": spetta alla donna scegliere. Ma quando bisogna decidere, ritorno "pro life" - ha detto). Anche qui, chi ha aderito alla moratoria pensando che le donne che abortiscono dovrebbero essere sanzionate, dovrebbe fare qualche comunicato per spiegare che si è sbagliato. Il Card. Ruini usa un linguaggio e un tono cristiani - ovviamente - ed è limpido nel giudizio: giudica l'atto, esclude la condanna. Ferrara usa parole ed espressioni più forti, ma poi, come molti, giudica positivamente la legge. Io sono d'accordo con Ruini: non credo che la 194 sia sacrosanta, e non penso che potrà mai esistere una legge "giusta" sull'aborto. Potranno esistere leggi migliori e peggiori, se paragonate fra loro, a seconda di quanto siano orientate a minimizzare il numero degli aborti. In questo senso si parla di leggi più o meno buone, sull'aborto: non certo come valore in sé, ma nel loro paragone. Basta non essere in malafede, per capirlo. 3. La moratoria di Giuliano Ferrara. La moratoria proposta da Giuliano Ferrara, partita come battaglia della ragione, è diventata una proposta rivolta all'Onu, e guarda soprattutto a quei paesi dove l'aborto è un mezzo di controllo delle nascite, spesso reso obbligatorio da una legge dello stato. Ferrara chiede un cambiamento nella formulazione della dichiarazione dei diritti dell'uomo, inserendo il diritto alla vita fin dal concepimento. Come si fa a non essere d'accordo? Qua ci siamo tutti.


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